Industria, allarme acqua: entro il 2030 la domanda supererà l’offerta del 40%

L’acqua è diventata una variabile industriale strategica. Non solo un bene naturale, ma un ingrediente essenziale per produrre energia, alimenti, tecnologie, tessuti, auto e servizi digitali. Secondo Thomas Insights, entro il 2030 la domanda globale potrebbe superare la disponibilità del 40%. Mentre agricoltura, energia e industria continuano ad assorbire la maggior parte dei prelievi mondiali. La crescita demografica, l’espansione dei consumi e la digitalizzazione stanno aumentando la pressione sulla risorsa, rendendo la gestione idrica una priorità per imprese e territori.

Oggi l’acqua entra nelle filiere in modo spesso invisibile

L’acqua raffredda impianti, pulisce componenti, alimenta processi chimici, garantisce standard igienici e permette la produzione di semiconduttori, tessuti, alimenti e veicoli. L’agricoltura resta il settore più idrovoro, con circa il 70% dei prelievi globali, mentre l’industria pesa per poco meno del 20%. Ma proprio l’industria sta accelerando sulle soluzioni di recupero, riuso e monitoraggio. Sensori, sistemi a circuito chiuso, tecnologie di trattamento e processi circolari stanno riducendo l’impronta idrica di molte filiere.

Tra i comparti più esposti c’è l’automotive, dove produrre un singolo veicolo può richiedere oltre 147mila litri d’acqua lungo l’intera catena del valore. Anche il digitale consuma volumi crescenti: un data center può utilizzare più di un milione di litri al giorno per il raffreddamento. Mentre la produzione di chip richiede acqua ultrapura. Il tessile continua a essere uno dei settori più impattanti, con filiere che vanno dalla coltivazione del cotone alla tintura, mentre alimentare, bevande, miniere ed energia dipendono da processi idrici intensivi.

In questo scenario, anche i grandi eventi diventano laboratori di sostenibilità

Il Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza è un esempio concreto: grazie alla collaborazione tra BrianzAcque e Autodromo Nazionale Monza, nel 2025 sono stati distribuiti gratuitamente oltre 78mila litri di acqua pubblica, evitando circa 156mila bottigliette di plastica. Nel 2026 le postazioni saranno ulteriormente aumentate, rendendo l’acqua di rete ancora più accessibile a tifosi, team e operatori. È un modo per mostrare che la transizione idrica passa anche dai luoghi simbolo della contemporaneità, dove industria, sport e innovazione si incontrano.

Come sottolinea Enrico Boerci, Presidente e AD di BrianzAcque, la tutela dell’acqua richiede un’alleanza tra gestori, imprese e cittadini. Infrastrutture resilienti, misurazione dei consumi, riuso delle acque di processo e comportamenti consapevoli. Rendere visibile il valore dell’acqua significa promuovere una cultura industriale più responsabile, in cui ogni settore contribuisce a proteggere una risorsa sempre più limitata e strategica.

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