India, la rotta obbligata per le imprese italiane

All’evento “India–Italy: Business Partner, Brighter Future”, organizzato da Banco BPM e Il Sole 24 Ore, il clima è stato chiaro fin dall’inizio. Le imprese italiane vogliono muoversi, investire, aprirsi a nuovi mercati. Ma per farlo serve un contesto più stabile, soprattutto sul fronte geopolitico ed energetico. E l’India, in questo scenario, appare come una delle poche certezze. A delineare il quadro è stato il confronto moderato da Fabio Tamburini, Direttore del Sole 24 Ore, con Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato di Banco BPM, ed Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria. Le loro voci, intrecciate, raccontano un Paese che vuole crescere ma che si trova a fare i conti con un contesto internazionale complesso.

Orsini: “Se la guerra in Iran dura tutto il 2026, la recessione è quasi certa”

Orsini non ha usato giri di parole. La guerra in Iran, ha spiegato, pesa come un macigno sulle prospettive economiche italiane. Se il conflitto dovesse protrarsi fino a fine anno, “la recessione è quasi certa”. E il tema energetico, inevitabilmente, si intreccia con questo scenario. L’Italia continua a pagare l’energia molto più degli altri Paesi europei, in alcuni casi “due o tre volte tanto”, mettendo a rischio la competitività industriale.

Per questo, ha ribadito, servono decisioni rapide: dal Decreto Bollette, atteso con urgenza, alla definizione delle aree idonee per gli impianti rinnovabili, passando per una richiesta precisa all’Europa: sospendere temporaneamente l’ETS per alleggerire i costi dell’energia. “Non siamo contro le rinnovabili”, ha detto, “ma serve pragmatismo: senza costi sostenibili, le imprese non reggono”.

Investimenti fermi in attesa dell’iper-ammortamento

Un altro nodo riguarda gli investimenti. Le imprese, ha spiegato Orsini, stanno aspettando il decreto sull’iper‑ammortamento per capire “le regole d’ingaggio”. Senza certezze, gli investimenti restano congelati. “Le aziende vogliono investire”, ha detto, “ma serve chiarezza”.

India: un mercato che non possiamo permetterci di ignorare

In questo contesto, l’India emerge come una delle poche opportunità solide. Con 1,4 miliardi di abitanti e un accordo commerciale con l’UE che apre nuove porte, rappresenta un mercato strategico per l’Italia. “Dobbiamo cercare nuovi sbocchi”, ha detto Orsini, soprattutto dopo la perdita di quote nel Golfo. L’India, per dimensioni e dinamismo, è una destinazione naturale per il Made in Italy.

Castagna: “L’India è un’opportunità straordinaria. Le imprese devono tornare a investire”

Se Orsini ha descritto il contesto, Castagna ha indicato la direzione. Per l’AD di Banco BPM, l’India è “un’opportunità unica”, tanto che l’interscambio della banca con il Paese è “quasi doppio rispetto alla nostra quota di mercato”. L’istituto, che ha un ufficio di rappresentanza a Mumbai, vede nel subcontinente un terreno fertile per accompagnare le imprese italiane. Ma Castagna ha lanciato anche un appello: “Non aspettiamo oltre. È il momento ideale per investire.” Le banche, ha spiegato, sono pronte a finanziare le imprese. L’economia rallenta perché manca la crescita, e la crescita manca perché mancano gli investimenti. “Non aspettiamo di capire cosa farà l’America o la Cina. Dobbiamo agire.”

“Siamo europeisti, ma così non funziona”

Orsini ha poi affrontato il tema europeo con toni sinceri: “Sono un europeista convinto, ma questa Europa non ci sta aiutando”. Troppa burocrazia, troppe regole, poca capacità di sostenere la competitività industriale. “Gli altri Paesi non stanno a guardare”, ha detto. “Noi abbiamo bisogno di essere messi nelle condizioni di competere.”

Energia e Medio Oriente: un rischio da 21 miliardi

Il Presidente di Confindustria ha ricordato anche l’impatto potenziale di un aumento del prezzo del petrolio a 140 dollari al barile: per le imprese italiane significherebbe 21 miliardi di costi energetici aggiuntivi, pari a un +2,7% sul totale dei costi industriali. Un rischio enorme, soprattutto in un momento in cui la competitività è già sotto pressione.

Un messaggio comune: l’Italia vuole crescere, ma servono condizioni migliori

Dalle parole di Castagna e Orsini emerge un’Italia che non ha perso la voglia di competere. Le imprese sono pronte, le banche sono pronte, e l’India rappresenta una delle strade più promettenti per espandersi. Ma per cogliere queste opportunità servono decisioni rapide, un’Europa più pragmatica e un quadro energetico sostenibile. L’evento di Milano ha mostrato un Paese che guarda lontano, ma che chiede di poter correre senza pesi sulle spalle. E l’India, oggi più che mai, sembra essere una delle direzioni in cui questa corsa può davvero ripartire.

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