Geometri under 40, Pisa centro di confronto sulla professione

Il laboratorio dei giovani geometri under 40 che si svolge a Pisa rappresenta un momento decisivo per una categoria che sta vivendo una trasformazione profonda. Una categoria che deve imparare a muoversi in un contesto sempre più complesso. La professione del geometra oggi richiede competenze che vanno ben oltre il rilievo tradizionale e la gestione dei cantieri. Perché il mercato immobiliare, la rigenerazione urbana e le nuove normative stanno imponendo un salto di qualità che coinvolge tecnologia, formazione continua e capacità di interpretare bisogni nuovi. A Pisa arrivano oltre millequattrocento giovani toscani e trecento sardi, insieme ai centotrenta professionisti del Collegio provinciale. Obiettivo: confrontarsi su ciò che sta cambiando e su ciò che dovrà cambiare ancora.

Un settore che sta vivendo una fase di grande pressione

Le normative edilizie sono sempre più articolate. La digitalizzazione sta rivoluzionando il modo di progettare e rilevare, la transizione energetica richiede competenze tecniche avanzate. Inoltre la domanda di servizi professionali si sta spostando verso figure capaci di integrare rilievi digitali, diagnosi energetiche, gestione documentale e conoscenza dei bonus e degli incentivi. I geometri devono saper utilizzare strumenti come  BIM, droni, laser scanner,  software di modellazione e piattaforme di intelligenza artificiale. Strumenti che stanno entrando nei processi di progettazione e controllo. Devono inoltre saper dialogare con ingegneri, architetti, amministrazioni pubbliche e imprese, perché la filiera edilizia è sempre più interconnessa e richiede una visione multidisciplinare.

Il convegno dei geometri under 40 intende rispondere a queste esigenze

L’obiettivo è creare un luogo in cui i giovani possano condividere esperienze, proporre idee, confrontarsi con i colleghi e con il Consiglio Nazionale. Il tutto costruendo una comunità professionale più forte e più consapevole. La categoria ha bisogno di rinnovarsi e di farlo dal basso, ascoltando chi ogni giorno vive sul campo le difficoltà di un mercato che chiede rapidità, precisione, competenze digitali. E capacità di adattamento. Le problematiche principali riguardano la difficoltà di aggiornarsi in modo continuo, la necessità di investire in tecnologie costose. E ancora la complessità delle norme e la crescente concorrenza di altre figure tecniche. A questo si aggiunge la sfida del ricambio generazionale, perché molti studi professionali faticano a trovare giovani preparati e pronti a entrare in un mercato che richiede subito autonomia e responsabilità.

Formazione e supporto economico

La soluzione passa da una formazione più strutturata, da un maggiore supporto economico per l’adozione delle tecnologie. Ma non solo. Passa amche da un rafforzamento del ruolo del geometra nei processi di rigenerazione urbana e da una maggiore integrazione con il mondo delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. I laboratori territoriali servono proprio a questo. Si intende creare un ponte tra istituzioni, professionisti e territorio, raccogliere proposte concrete e costruire un percorso di crescita condiviso. Il presidente nazionale Paolo Biscaro lo ha spiegato chiaramente. Ha sottolineato come il mercato richieda competenze nuove e come la categoria debba essere pronta a rispondere con professionalità, etica e spirito di corpo.

La giornata pisana si chiude con un confronto aperto tra le tre sedi collegate e con un corso dedicato alla deontologia professionale. Perché la qualità del lavoro passa anche dalla responsabilità e dalla correttezza nei confronti dei clienti e della comunità. È un segnale importante. La professione del geometra, quindi, non è solo tecnica, ma anche servizio pubblico, presidio del territorio, garanzia di sicurezza e qualità dell’ambiente costruito. Pisa diventa il simbolo di una generazione che vuole essere protagonista del cambiamento. E che sa che il futuro della categoria dipende dalla capacità di innovare, collaborare e crescere insieme.

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