L’ingresso della Fondazione Golinelli in Almacube segna un passaggio strategico per l’ecosistema dell’innovazione emiliano-romagnolo. Non si tratta di una semplice collaborazione, ma di una scelta di governance che unisce tre attori complementari. L’Università di Bologna con la sua ricerca scientifica, Confindustria Emilia con il sistema produttivo e la Fondazione Golinelli con trent’anni di esperienza nella formazione, nella cultura scientifica e nell’imprenditorialità. L’operazione, accompagnata da un investimento da 1 milione di euro, rafforza la capacità di Almacube di seguire startup e spin-off lungo tutto il percorso. Dall’idea alla pre-incubazione, fino all’accelerazione industriale e all’ingresso sul mercato. È un salto di scala che arriva in un momento in cui il settore degli incubatori italiani sta vivendo una fase di maturazione: meno strutture, ma più solide, specializzate e capaci di generare valore.
Fondazione Golinelli trent’anni di esperienza nella formazione, nella cultura scientifica e nell’imprenditorialità
Almacube, nato nel 2000 e cresciuto grazie alla partnership con Confindustria Emilia, è oggi un punto di riferimento per l’incubazione deep-tech e per i progetti di open innovation con le imprese. Nel 2025 ha registrato un fatturato di 1,8 milioni di euro, in crescita del 30%, con oltre 50 progetti attivi e una rete di aziende partner sempre più ampia. L’Università di Bologna, grazie anche al lavoro dell’hub, è tra i primi atenei italiani per attrazione di investimenti venture capital, con oltre 1,1 miliardi raccolti da startup fondate da ex studenti negli ultimi cinque anni.
L’arrivo della Fondazione Golinelli porta dentro Almacube l’esperienza di G-Factor. L’incubatore-acceleratore che negli ultimi anni ha valutato più di 1.300 progetti, investito in 24 startup e accelerato 60 realtà, collaborando con oltre 150 partner nazionali e internazionali. Il modello di accelerazione sviluppato all’Opificio Golinelli — dove scienza, tecnologia e impresa convivono — diventa ora parte integrante del nuovo hub comune.
Una filiera continua per le startup deep-tech della regione
Questa integrazione permette di costruire una filiera continua per le startup deep-tech della regione: ciò che nasce nei laboratori universitari può ora crescere, validarsi industrialmente e trovare sbocchi di mercato all’interno di un unico ecosistema coordinato. È un passo che rafforza la competitività del territorio e lo allinea ai modelli europei più avanzati, dove pubblico e privato collaborano per creare massa critica, attrarre talenti e generare innovazione. Per Almacube è un’evoluzione naturale verso un ruolo nazionale. Invece per la Fondazione Golinelli è la realizzazione di una visione coltivata da anni. Invece per l’Università e Confindustria è un tassello decisivo per collegare ricerca, impresa e capitale umano. E per la Regione Emilia-Romagna è un modello di collaborazione capace di competere anche a livello internazionale.
In sintesi, l’ingresso della Fondazione Golinelli in Almacube non è solo una notizia di governance. E’ la costruzione di un nuovo baricentro dell’innovazione italiana, con l’ambizione di trasformare Bologna in uno dei principali hub europei per startup e tecnologie emergenti.

