FibreConnect cambia: nuovo management e un piano industriale

FibreConnect non è più la giovane promessa nata nel 2022. E’ un operatore che, in meno di cinque anni, ha costruito una rete proprietaria di 4.200 chilometri, ha portato la banda ultra‑larga in oltre 60.000 imprese e ha conquistato la fiducia di 87 Internet Service Provider. Con la nomina di Fulvio Siotto a Dg (nella foto) e il nuovo assetto che vede Luca Scano alla Presidenza e Giovanni Mercante come CFO, l’azienda entra nella fase più interessante della sua storia. La crescita non è più una promessa, ma un obiettivo industriale concreto.

Cosa fa davvero FibreConnect

È uno dei pochi operatori italiani totalmente focalizzati sulle aree industriali e artigianali, quei distretti produttivi che rappresentano il cuore dell’economia nazionale. Realtà che, per anni, sono rimasti ai margini delle grandi infrastrutture digitali. FibreConnect ha scelto di colmare proprio quel divario, costruendo una rete ad altissima capacità interconnessa con tutti i principali internet exchange point del Paese. In altre parole: dove prima c’erano connessioni lente, instabili o costose, oggi c’è una fibra progettata per le imprese che devono competere sui mercati globali.

La nomina di Siotto – trent’anni di esperienza tra Olivetti, Omnitel, Wind, Tiscali, Edison, Eni gas e luce e un percorso internazionale come managing director di Zenith SA – non è un semplice cambio di poltrona. È un segnale strategico. Significa che FibreConnect vuole accelerare, aumentare il take‑up, rafforzare la presenza commerciale e diventare un player nazionale riconosciuto per affidabilità, sicurezza e capacità di personalizzare i servizi.

FibreConnect, la rete è pronta, ora bisogna farla correre

Siotto lo dice chiaramente. La rete è pronta, ora bisogna farla correre. E per farlo serve una governance più strutturata, una pianificazione più rigorosa e una capacità di scalare il modello industriale che solo un management esperto può garantire. La presenza di due azionisti istituzionali – Fondo Infrastrutture per la Crescita – ESG di Azimut Libera Impresa e il fondo paneuropeo Marguerite III – offre quella stabilità finanziaria che permette di guardare lontano.

Le prospettive per il gruppo sono evidenti

Il gruppo punta a espandere la copertura, aumentare la base clienti, sviluppare servizi avanzati di sicurezza digitale e diventare il partner tecnologico delle PMI che stanno affrontando la transizione digitale. In un Paese dove la competitività industriale dipende sempre più dalla qualità delle infrastrutture digitali, FibreConnect può giocare un ruolo decisivo. Il cambio di management, quindi, non è un semplice passaggio formale. E’ l’inizio di una nuova fase industriale. FibreConnect ha costruito le fondamenta, ora vuole costruire il futuro. E con una rete proprietaria, una governance rafforzata e un mercato che chiede connettività affidabile come mai prima, le condizioni per crescere ci sono tutte.

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