L’export italiano continua a correre e lo fa con un passo sorprendentemente solido. Nel secondo trimestre del 2026 le esportazioni raggiungono quota 175 miliardi di euro, segnando un aumento del 7,9% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Crescono anche le importazioni, che arrivano a 161 miliardi (+6,6%). È un risultato che conferma la resilienza del sistema produttivo italiano, capace di adattarsi a un contesto internazionale complesso. Un contesto segnato da tensioni geopolitiche, riallineamenti delle catene del valore e una domanda globale sempre più selettiva.
La fotografia territoriale mostra una Lombardia in grande forma
La Lombardia sfiora i 45 miliardi di export nel trimestre, con una crescita del 10%, e guida la classifica nazionale. Seguono Emilia‑Romagna (23 miliardi), Toscana (22 miliardi), Veneto (21 miliardi) e Piemonte (17 miliardi), tutte regioni che confermano la vitalità dei propri distretti industriali. A livello provinciale, Milano si conferma la capitale dell’internazionalizzazione con oltre 15 miliardi di euro di vendite all’estero. Seguono Firenze, Torino, Arezzo e Vicenza, territori che continuano a rappresentare eccellenze riconosciute a livello globale.
Sul fronte dei mercati, l’Europa resta il principale punto di riferimento
Germania, Francia e Paesi Bassi crescono in modo significativo, mentre Regno Unito e Polonia confermano una domanda stabile. Ma è fuori dall’Unione europea che si registrano le accelerazioni più marcate. Mediterraneo (+17,9%), Medio Oriente (+8,7%) e Nord Africa (+43%) mostrano una dinamica vivace, con incrementi eccezionali in Paesi come Libia (+126%), Egitto (+41%) e Marocco (+27%). Bene anche Cina, Canada, Brasile, Corea del Sud e Arabia Saudita. Tutti mercati che negli ultimi anni hanno rafforzato il loro ruolo nella strategia di diversificazione delle imprese italiane.
Secondo Giovanni Da Pozzo, presidente di Promos Italia, questi dati confermano “la solidità e la capacità di adattamento delle imprese italiane sui mercati internazionali”. L’obiettivo fissato dal Ministero degli Affari Esteri – portare l’export a 700 miliardi entro il 2027 – è ambizioso ma realistico. Soprattutto se il Sistema Italia continuerà a lavorare in modo coordinato: istituzioni, rete diplomatico‑consolare, agenzie nazionali, Camere di commercio e territori. In questo quadro, Promos Italia svolge un ruolo chiave nel supporto alle PMI, aiutandole a diversificare i mercati e a trasformare le opportunità internazionali in crescita concreta.
L’export italiano conferma una tendenza consolidata
Nonostante le incertezze globali, le imprese italiane continuano a dimostrarsi competitive, innovative e capaci di presidiare mercati complessi. La forza dei distretti, la qualità dei prodotti, la capacità di adattamento e un crescente investimento in digitalizzazione e sostenibilità stanno contribuendo a rafforzare la posizione dell’Italia nel commercio mondiale. E il secondo trimestre del 2026 ne è la prova più recente.

