Energy Dome rivoluziona lo stoccaggio dell’energia con la batteria a CO₂ made in Italy

Il grande ostacolo della transizione energetica non è più la produzione, ma lo stoccaggio dell’energia rinnovabile. In questo scenario, Energy Dome, startup italiana con sede a Milano, ha sviluppato una batteria innovativa a CO₂,. Un batteria capace di immagazzinare energia pulita in modo efficiente, sostenibile e replicabile su larga scala.

Fondata da Claudio Spadacini, ingegnere esperto in sistemi energetici e processi termodinamici, insieme ai co-fondatori Dario Rizzi e Francesco Oppici, Energy Dome ha presentato il primo impianto dimostrativo a Ottana, in Sardegna. La tecnologia brevettata sfrutta le proprietà dell’anidride carbonica, trasformandola in un fluido capace di conservare energia a basso costo e senza materiali critici come litio e cobalto.

Il sistema funziona in un ciclo termodinamico chiuso

La CO₂ viene compressa e liquefatta a temperatura ambiente, immagazzinata in serbatoi e rievaporata per azionare una turbina che genera elettricità. Il risultato è una batteria modulare, indipendente dal sito, con un’efficienza del 75% RTE e una durata superiore ai 30 anni, realizzata con acciaio, acqua e CO₂.

Energy Dome ha chiuso un round da 40 milioni di euro guidato da Eni Next. Inoltre ha siglato accordi con A2A per un impianto da 20MW-5h e con Ansaldo Energia per progetti in Italia, Germania, Medio Oriente e Africa.

Alla COP28 di Dubai, Spadacini ha presentato la tecnologia a fianco di Bill Gates. Attraverso la piattaforma Breakthrough Energy Catalyst e con il supporto della Banca Europea per gli Investimenti, Gates ha destinato 60 milioni di euro al progetto. E inoltre ne ha riconosciuto il potenziale dirompente per la decarbonizzazione globale.

Claudio Spadacini fontore di Energy Dome

Immaginate un sistema che immagazzina energia rinnovabile con costi dimezzati rispetto al litio, senza perdita di efficienza per decenni, e realizzato con componenti già disponibili sul mercato. La nostra CO₂ Battery™ è pronta per il mercato e può davvero sostituire i combustibili fossili.”

La Regione Sardegna ha già autorizzato lo sviluppo dell’impianto dimostrativo in una centrale di accumulo su iniziativa della società Tholos. E senza necessità di Valutazione d’Impatto Ambientale. La soluzione di Energy Dome, nata nel 2019 e già riconosciuta a livello internazionale. Rappresenta un cambio di passo decisivo per il futuro delle rinnovabili, con applicazioni potenziali in tutto il mondo.

Share
Top