L’edilizia si conferma il settore più maturo e dinamico nell’adozione delle Environmental Product Declaration (EPD). Si tratta delle dichiarazioni ambientali che misurano in modo trasparente gli impatti di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. Il dato emerge da un’analisi condotta da Ollum sui principali database internazionali e italiani, che mostra un quadro molto chiaro. Nessun altro comparto ha investito così tanto nella trasparenza ambientale quanto quello delle costruzioni.
A livello globale, i prodotti da costruzione dominano con un numero di EPD nettamente superiore rispetto a tutti gli altri settori. Una leadership che riflette la crescente pressione normativa, l’evoluzione dei criteri ambientali minimi e la richiesta, sempre più forte, di materiali certificati da parte della filiera. Anche in Italia il trend è identico: calcestruzzi, cavi, fili e trasformatori guidano la classifica. Mentre un comparto emergente si sta facendo notare con forza, quello dei moduli fotovoltaici, che registrano un aumento significativo delle dichiarazioni ambientali. È un segnale evidente della centralità delle tecnologie legate alla transizione energetica e della necessità di misurarne con precisione gli impatti.
Le EPD non sono semplici etichette
Le EPD sono strumenti tecnici basati su studi di Life Cycle Assessment (LCA) e pubblicati all’interno di sistemi gestiti da Program Operator come EPD International o EPD Italy. Sono questi enti a definire le regole metodologiche, verificare i dati e garantire la credibilità delle informazioni. Per molte aziende, orientarsi tra norme, PCR e processi di verifica non è semplice. Per questo Ollum ha sviluppato una metodologia che accompagna le imprese lungo tutto il percorso. Dall’analisi del prodotto alla pubblicazione della dichiarazione, trasformando la certificazione in un vero vantaggio competitivo.
La predominanza dell’edilizia non sorprende, ma ciò che colpisce è la velocità con cui altri settori stanno recuperando terreno. Come sottolinea Saverio Lapini, CEO e Co‑founder di Ollum, (nella foto) le aziende stanno comprendendo che misurare e comunicare gli impatti ambientali non è più un’opzione, ma una leva strategica per competere. La spinta normativa, unita alla crescente sensibilità del mercato, sta rendendo le EPD uno standard sempre più diffuso. Soprattutto nei comparti più esposti alla regolamentazione e alle richieste della filiera.
Edilizia un mercato in trasformazione
Il quadro che emerge è quello di un mercato in trasformazione, dove la trasparenza ambientale diventa un requisito per accedere alle gare, dialogare con i clienti e posizionarsi in modo credibile. Se oggi è l’edilizia a guidare questa evoluzione, i segnali provenienti dal fotovoltaico e da altri settori energetici indicano che la diffusione delle EPD sarà sempre più trasversale.
Chi è Ollum
Parte del Gruppo TÜV Austria, si inserisce in questo scenario come partner strategico per le aziende che vogliono trasformare i dati ESG in strumenti decisionali concreti. Con un approccio che unisce analisi tecnica, strutturazione dei dati e visione strategica, supporta le imprese nel comprendere i propri impatti, rispondere alle richieste del mercato. E inoltre rafforzare il proprio posizionamento competitivo. Perché la sostenibilità, oggi, non è solo un obbligo: è un fattore di crescita.

