Il Consiglio Direttivo di Eber, l’Ente Bilaterale dell’Artigianato dell’Emilia‑Romagna, ha scelto la continuità confermando Giampiero Placuzzi (Confartigianato) come presidente per il mandato 2026‑2030. Inoltre William Ballotta (Cisl) come vicepresidente. Una decisione che arriva dopo due anni di forte sviluppo delle attività dell’Ente e che punta a consolidare un modello di bilateralità considerato tra i più avanzati in Italia.
Placuzzi, figura storica del sistema artigiano regionale, ha contribuito alla nascita del bilateralismo negli anni ’80 e alla fondazione di Eber nel 1991. La sua riconferma segna l’avvio di una fase orientata all’ampliamento del welfare mutualistico, con prestazioni più numerose e più incisive rivolte sia ai dipendenti sia agli imprenditori dell’artigianato. L’obiettivo è rafforzare la rete di protezione cheterà un asse strategico. Eber vuole essere più riconoscibile e più presente nel dibattito istituzionale, valorizzando il ruolo del bilateralismo come luogo di confronto tra associazioni imprenditoriali e sindacati. Una funzione che, secondo Placuzzi, può diventare decisiva nelle fasi socioeconomiche delicate, quando è necessario intervenire prima che le criticità diventino irreversibili. Le celebrazioni del 35° anniversario, previste per l’autunno, saranno l’occasione per rilanciare questa visione.
Il nuovo corso di Eber è già visibile
Eber ha adottato un’immagine coordinata più moderna e ha aperto nuovi canali social, con l’obiettivo di informare in modo più diretto imprese, lavoratori e istituzioni. Nel solo 2025 l’Ente ha erogato 36 milioni di euro in prestazioni: 14,3 milioni per il welfare dei dipendenti, 7,1 milioni per quello delle imprese, 7,9 milioni per integrazioni salariali e 6,7 milioni per formazione finanziata.
Eber rappresenta oggi 25mila imprese e 119mila lavoratori, all’interno di un sistema artigiano regionale che conta complessivamente 116mila imprese e 270mila addetti. Un ecosistema produttivo che continua a essere uno dei motori dell’economia emiliano‑romagnola. E che, grazie al bilateralismo, può contare su strumenti concreti di sostegno, sviluppo e tutela.

