Decreto bollette: risparmi in arrivo, ma senza miracoli

Il governo sta preparando un intervento che potrebbe generare risparmi complessivi tra 3,5 e 4 miliardi di euro, pari allo 0,2% del PIL. L’idea è spostare alcuni oneri sul gas – inclusa la componente ETS – dal costo di produzione dell’elettricità alle bollette finali. In questo modo si abbasserà  il prezzo all’ingrosso dell’energia, oggi determinato per il 70% del tempo dal gas.

Per le famiglie il beneficio sarebbe modesto ma diffuso

Con un consumo medio di 2.700 kWh l’anno, la riduzione stimata di 12–18 €/MWh si tradurrebbe in 30–50 euro annui per nucleo. Moltiplicato per 26 milioni di utenze domestiche, l’effetto complessivo vale 800 milioni – 1,3 miliardi. Per le imprese, invece, l’impatto è più sostanzioso. Una PMI che consuma 100 MWh risparmierebbe 1.200–1.800 euro; a 500 MWh il beneficio sale a 6.000–9.000 euro, fino a 12.000–18.000 euro ogni 1.000 MWh. Su scala nazionale, il vantaggio per il sistema produttivo è stimato tra 2 e 2,7 miliardi.

Il meccanismo sfrutta l’effetto del sistema marginalista europeo. Riduce i costi del gas per le centrali (circa 7 €/MWh di trasporto e 25–30 €/MWh di ETS), si abbassa il prezzo della fonte marginale e quindi dell’intero mercato elettrico. Gli oneri vengono poi redistribuiti in bolletta, ma il saldo resta positivo. Resta però un passaggio decisivo. Serve il via libera della Commissione europea, perché la parte relativa all’ETS potrebbe essere considerata una distorsione del mercato.

Unimpresa: sulle bollette un intervento intelligente

Secondo Unimpresa, si tratta di un intervento “intelligente”, perché agisce sulla formazione del prezzo, non con bonus temporanei. Per le famiglie è un sollievo moderato; per le imprese un aiuto concreto in una fase di crescita fragile. Per il Paese, un piccolo ma utile passo per ridurre la pressione energetica.

 

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