La questione dei dazi americani è ormai parte integrante dell’attualità sin dall’insediamento del Presidente Trump alla Casa Bianca. Oggi il tema torna centrale perché la Corte Suprema degli Stati Uniti sta riesaminando la legittimità dei dazi imposti attraverso l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Una legge del 1977 tradizionalmente utilizzata per sanzioni e congelamenti di beni, ma mai per tariffe commerciali. Dopo le pronunce dei tribunali inferiori che hanno giudicato tali dazi illegittimi, la decisione definitiva della Corte è attesa entro la metà del 2026.
In questo scenario, le PMI importatrici hanno un’opportunità concreta di ottenere rimborsi anche significativi, ma devono agire tempestivamente. Secondo l’analisi di ExportUSA, le aziende hanno tempo fino alla fine del 2025 per chiedere un’estensione della liquidazione del dazio sulle importazioni effettuate a partire da metà aprile 2025. Questa misura consente di preservare il diritto al rimborso nel caso in cui la Corte Suprema confermi l’illegittimità dei dazi.
Le strade percorribili sono due
La prima consiste nel richiedere un’estensione della liquidazione presso la dogana americana: si tratta di proroghe concesse a discrezione dell’autorità, di uno fino a 3 anni. L’approvazione non è garantita e richiede un monitoraggio costante dello stato della pratica. La seconda opzione è presentare un ricorso formale, il cosiddetto protest, entro 180 giorni dalla liquidazione del dazio. Questa procedura, depositata anche in via elettronica, è più semplice da gestire e consente di mantenere intatto il diritto al rimborso.
Cosa dice la Corte Suprema
La Corte Suprema, nelle udienze di novembre 2025, ha mostrato scetticismo sulla legittimità dei dazi imposti. Diversi giudici hanno sollevato dubbi sulla possibilità che il Presidente possa introdurre tariffe senza un chiaro mandato del Congresso. Se i dazi venissero dichiarati illegali, il rimborso potrebbe riguardare miliardi di dollari già versati dalle imprese. Tuttavia, la logistica del rimborso non è priva di complessità. Si discute su come gestire i rimborsi e su chi, tra importatori e clienti finali, debba beneficiarne.
Come sottolinea Lucio Miranda, presidente di ExportUSA, entrambe le opzioni presentano vantaggi e svantaggi. Ma rappresentano gli unici strumenti per garantirsi l’accesso a eventuali rimborsi futuri. Per le importazioni effettuate ad aprile 2025, le finestre temporali inizieranno a chiudersi tra la fine del 2025 e gennaio 2026. Rendendo quindi essenziale una mappatura precisa delle scadenze. In altre parole, le aziende devono muoversi subito per non perdere un’occasione che potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo rilevante.
In sintesi, la partita sui dazi americani è ancora aperta. Ma le imprese che sapranno tutelarsi oggi avranno la possibilità di beneficiare domani di rimborsi significativi, trasformando un vincolo in un’opportunità.




