Che fine ha fatto Radio Capital? È la domanda che molti ascoltatori si stanno ponendo, perché l’emittente non è più quella di una volta. E non si tratta di nostalgia. E’ il segno evidente di un cambio di proprietà che sta imprimendo una nuova direzione. Da quando il gruppo GEDI è passato sotto il controllo del K Group, la holding greca guidata da Theodore Kyriakou, il nuovo corso è diventato chiaro. Kyriakou, che con Antenna Group ha costruito un impero mediatico internazionale, sta portando nel sistema GEDI una strategia più strutturata, più controllata. Più orientata a un’identità editoriale coerente e riconoscibile. E questo significa anche riorganizzare, ricollocare, talvolta emarginare qualche voce troppo indipendente per il nuovo assetto.
Riorganizzare, ricollocare, talvolta emarginare…
Radio Capital è uno dei terreni più visibili di questa trasformazione. La nuova stagione che parte il 31 agosto è un mosaico di conferme e cambiamenti che raccontano bene la direzione intrapresa. La mattina si apre con Camilla Fraschini e Francesco Martinelli, un format che punta a un tono più contemporaneo, più di servizio, più vicino a un pubblico che il gruppo vuole fidelizzare lungo tutta la giornata. Betty Senatore presidia Venezia con un taglio culturale che si integra perfettamente con la nuova linea GEDI. Mentre Stefano Meloccaro e Benny tornano con un mezzogiorno che mescola informazione, sport e leggerezza.
Il segnale più forte arriva però con l’ingresso di Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, che con Capital Circus portano competenza musicale e un tono allineato al nuovo corso… È una fascia strategica, quella di metà giornata, che diventa un luogo di racconto, musica e conversazione costruito con cura editoriale. Una scelta che parla chiaramente: Radio Capital deve essere riconoscibile, controllata, coerente con la visione del gruppo.
E poi c’è Mixo
Dopo anni di pomeriggi condivisi con Luca De Gennaro, viene spostato in una collocazione più “di culto”, con Night 4 Heroes la domenica sera. Una scelta elegante, ma che racconta molto: le voci storiche non vengono cancellate, ma ricollocate in modo da armonizzarle con la nuova architettura editoriale. Il pomeriggio resta nelle mani di De Gennaro e Marco Biondi, con una linea musicale più definita, più Capital Records, più brandizzata. Il weekend si arricchisce con Mary Cacciola e Flavia Cercato, mentre Edoardo Rossi porta un taglio documentaristico che si inserisce perfettamente nella nuova identità del gruppo, sempre più orientata a contenuti narrativi e verticali.
Capital: tutto questo non è casuale
È il riflesso di una strategia più ampia che riguarda l’intero universo GEDI. Kyriakou sta costruendo un sistema integrato, dove ogni voce deve parlare la stessa lingua, con sfumature diverse ma una direzione comune. Repubblica ha già mostrato un cambio di passo, più istituzionale e più controllato; Radio Capital segue la stessa traiettoria, con un palinsesto che cambia pelle senza strappi, ma cambia. La domanda “che fine ha fatto Radio Capital?” quella diretta dal mitico Vittorio Zucconi trova così una risposta ormai chiara: è dentro una trasformazione più grande, quella del nuovo proprietario del gruppo GEDI. Non è più quella di una volta perché non vuole esserlo. Sta diventando ciò che il nuovo corso editoriale ha deciso che debba essere. E ora sarà il pubblico a decidere se seguirla. Staremo a vedere…





