Assalzoo e l’industria mangimistica: il motore silenzioso che sostiene la filiera agro‑zootecnica

L’industria mangimistica italiana è uno di quei settori che lavorano lontano dai riflettori, ma senza i quali l’intera filiera agro‑zootecnica semplicemente non esisterebbe. È il comparto che produce gli alimenti destinati agli allevamenti, garantendo qualità, sicurezza e continuità produttiva a carne, latte, uova, pesce e a tutto ciò che arriva sulle nostre tavole. Assalzoo, l’associazione che rappresenta i produttori di alimenti zootecnici, racconta ogni anno lo stato di salute di questo settore. E i dati del 2025 mostrano un comparto non solo solido, ma in crescita su tutti i fronti: produzione, fatturato, investimenti e occupazione.

Assalzoo racchiude centinaia di aziende specializzate

Per capire di cosa stiamo parlando, basta guardare la dimensione industriale del settore. In Italia operano decine di aziende specializzate, molte delle quali con impianti avanzati, laboratori interni, sistemi di tracciabilità e collaborazioni scientifiche con oltre 300 istituti di ricerca. È un ecosistema che muove oltre 10 miliardi di euro di fatturato, produce più di 15,6 milioni di tonnellate di mangimi e impiega quasi 9.000 addetti diretti.
Un settore che, come ricorda il presidente Massimo Zanin, ha un ruolo economico ma anche sociale: senza mangimi non c’è allevamento, senza allevamento non c’è filiera alimentare.

Un settore capace di investire

Il 2025 ha segnato un aumento della produzione (+1,1%), una crescita del fatturato (+3%), un incremento degli investimenti (+5,3%) e un’espansione dell’occupazione (+4%). Numeri che raccontano un comparto capace di investire, innovare e resistere a uno scenario internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici elevati e difficoltà logistiche.
La dipendenza italiana dall’estero per molte materie prime – mais in primis – resta un nodo critico, così come l’impatto delle nuove normative europee, come l’EUDR sulla deforestazione. Ma il settore continua a reagire con una strategia chiara: innovazione, sostenibilità, efficienza e dialogo di filiera.

Assalzoo ha infatti promosso gli Stati Generali della Zootecnia, un momento storico che ha riunito allevatori, industria di trasformazione e GDO. Il messaggio è semplice: solo un sistema coeso può affrontare sfide come le epizoozie, la volatilità dei mercati e la necessità di rafforzare l’autoapprovvigionamento nazionale.
Il Terzo Rapporto FeedEconomy lo conferma: la filiera zootecnica italiana genera oltre 180 miliardi di euro, più dell’8% del PIL. Difenderla significa difendere un pezzo fondamentale dell’economia del Paese.

Per chi vuole capire davvero il peso dell’industria mangimistica, ecco una sintesi dei principali indicatori economici del 2025, presentati da Assalzoo:

Principali indicatori economici 2025 dell’industria mangimistica italiana
(Valori in euro correnti)

Variabili Unità di misura 2024 2025 (stime)
Produzione Milioni di tonnellate 15,455 15,628
Fatturato totale Milioni di euro 9.875 10.167
– Mangimi Milioni di euro 6.275 6.463
– Premiscele Milioni di euro 1.325 1.364
– Pet‑food Milioni di euro 2.275 2.340
Costi di produzione Variazione % –7,3% +3,3%
Costo del lavoro Variazione % +1,3% +2,8%
Investimenti fissi lordi Milioni di euro 150 158
Utilizzo impianti Percentuale 65% 65%
Occupati Unità 8.550 8.850
Esportazioni Milioni di euro 1.173 1.261
Importazioni Milioni di euro 1.406 1.563
Saldo commerciale Milioni di euro –233 –302.

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