Il sistema degli aeroporti europeo sta attraversando una delle fasi più delicate della sua storia recente. Nonostante gli scali tornino a riempirsi e il traffico passeggeri continui a crescere, la redditività non segue lo stesso ritmo. Anzi. Secondo il report European Airports Add New Routes to Value Creation, realizzato da BCG e ACI Europe, fino a 75 miliardi di euro di EBITDA potrebbero andare persi. A pesare non sono solo i cambiamenti strutturali del settore, ma anche un fattore sempre più critico: la scarsità e il costo crescente dei carburanti.
Aeroporti: un settore che cresce… ma guadagna meno
Prima del 2020, gli aeroporti europei vivevano un periodo di espansione sostenuta, trainata dall’aumento dei passeggeri e dall’esplosione dei vettori low‑cost. I margini EBITDA si aggiravano intorno al 45% e gli investimenti in infrastrutture e tecnologia erano ampiamente sostenibili. Oggi lo scenario è radicalmente diverso. Il traffico continua a crescere, ma a un ritmo più lento (tra il 2% e il 2,5% annuo fino al 2043), mentre i ricavi per passeggero diminuiscono. I proventi aeronautici sono scesi da 18 euro nel 2015 a 14 euro nel 2023, con una previsione di ulteriori cali fino a 11 euro entro il 2043. Anche le attività non aeronautiche – retail, food & beverage, servizi – faticano ad adattarsi ai nuovi comportamenti dei viaggiatori.
La variabile carburante: un rischio crescente
A complicare il quadro è la crescente pressione sui carburanti. La scarsità di combustibili tradizionali, l’aumento dei prezzi dell’energia e la necessità di accelerare la transizione verso carburanti sostenibili (SAF) stanno mettendo sotto stress l’intera filiera. Per le compagnie aeree, il carburante rappresenta già oggi oltre il 30% dei costi operativi. L’aumento dei prezzi si traduce in biglietti più costosi, riduzione delle frequenze e maggiore selettività sulle rotte. Tutto ciò impatta direttamente sugli aeroporti, che vedono diminuire i volumi più redditizi e aumentare la volatilità della domanda. In parallelo, gli scali devono investire in infrastrutture per supportare i nuovi carburanti sostenibili, con costi elevati e ritorni non immediati.
Costi operativi in aumento e investimenti sempre più onerosi
Il report evidenzia come i costi operativi degli aeroporti stiano crescendo più dell’inflazione, trainati da:
aumento del costo del lavoro.
energia più cara.
materiali e manutenzioni più costosi.
carenza di personale specializzato.
Entro il 2043, il costo del lavoro potrebbe raggiungere 15 euro per passeggero.
Sul fronte degli investimenti, la situazione è ancora più complessa: la capacità aeroportuale cresce troppo lentamente rispetto alla domanda. Il CapEx per passeggero incrementale passerà da 160 euro nel 2025 a 220 euro nel 2043, rendendo sempre più difficile ampliare terminal e piste.
Un settore meno attraente per gli investitori
Prima della pandemia, gli aeroporti europei garantivano un rendimento totale per gli azionisti di circa il 15%. Oggi questo valore è crollato di 13 punti percentuali, rendendo il settore meno appetibile per i capitali privati.
La combinazione di:
domanda più debole.
ricavi unitari in calo.
costi in aumento.
investimenti più onerosi.
incertezza sui carburanti.
sta ridisegnando completamente il modello economico degli scali europei.
La risposta: più valore per passeggero, meno dipendenza dai volumi
Come sottolinea Gabriele Ferri, Managing Director e Partner di BCG, «l’aumento del traffico non si traduce più automaticamente in creazione di valore». Gli aeroporti stanno quindi cambiando strategia: non più puntare solo sui volumi, ma massimizzare il valore per passeggero. Le leve principali sono:
digitalizzazione e intelligenza artificiale, già adottate dal 90% dei grandi scali, con un potenziale miglioramento dell’EBITDA fino a 3 punti percentuali.
riequilibrio del mix di traffico, riducendo la dipendenza dai low‑cost e puntando su lungo raggio e turismo premium.
nuovi modelli retail, più omnicanale e personalizzati.
collaborazione tra operatori, compagnie aeree e istituzioni per affrontare insieme la transizione energetica.
Un futuro complesso, ma non senza opportunità
La crisi dei carburanti non è un fenomeno isolato: si intreccia con dinamiche economiche, regolatorie e infrastrutturali che stanno ridefinendo il ruolo degli aeroporti europei. Per restare competitivi, gli scali dovranno innovare, collaborare e ripensare il proprio modello di business. Come conclude Ferri, «solo un approccio sistemico permetterà di sostenere una creazione di valore condivisa e duratura». In un’Europa che punta sulla connettività come leva di crescita, la sfida degli aeroporti è appena iniziata.

