Xerox: i semafori sono una specie a rischio?

Più efficienza, sostenibilità e sicurezza: sono questi i 3 elementi che caratterizzeranno la mobilità del futuro e che Xerox che sta sperimentando, introducendoli all’interno di dispositivi tecnologici sempre più innovativi e sofisticati. Una riflessione di Giulio Frandi, direttore generale della divisione Intelligent Transport Group di Xerox

Giulio Frandi

Giulio Frandi, direttore generale della divisione Intelligent Transport Group di Xerox

Da che vi lavoro, ho preso l’abitudine di scorrere il blog Real Business di Xerox, azienda che da oltre 40 anni collabora con aziende del settore del trasporto in più di 35 Paesi. Recentemente, mi ha colpito un’intervista a Peter Sweatman, direttore del Centro di Ricerca sui Trasporti dell’Università del Michigan (UMTRI) e del Mobility Transformation Center (MTC). Emerge come le discussioni sul futuro del mondo dei trasporti si concentrino principalmente sui veicoli e sulla loro connettività, come pure sulle automobili senza conducente, senza considerare anche un altro elemento di questo complesso ecosistema che, silenziosamente, sta subendo una trasformazione: il semaforo. Lo sviluppo delle tecnologie intelligenti nel settore della segnaletica stradale è, infatti, la chiave per raggiungere un unico obiettivo comune: rendere la mobilità cittadina più sicura ed efficiente.
Come ha affermato il professor Sweatman, la mobilità intelligente sta attraversando una fase interessante e al Mobility Transformation Center stanno studiando come accelerare la messa a punto di queste nuove tecnologie, raccogliendo intorno a sé tutte le realtà aziendali che è necessario coinvolgere.

Peter Sweatman

Peter Sweatman

L’evoluzione dei semafori nelle aree urbane e la diffusione dei semafori intelligenti
Oggi assistiamo a una progressiva adozione di semafori comunemente definiti “intelligenti”, perché in grado di adattarsi alle condizioni del traffico: un esempio è quello di, Oakland County, nel Michigan, dove ci sono circa 600 postazioni perfettamente compatibili con la tecnologia adattiva.
La tecnologia che permette ai veicoli di connettersi gli uni con gli altri è, comunque, un modo molto conveniente per far sì che i semafori funzionino in maniera più intelligente. Non appena questa piattaforma di connessione sarà più diffusa, infatti, i veicoli saranno in grado di inviare input a incroci e semafori, rendendo così il traffico più fluido e scorrevole. La connettività agli incroci stradali, per esempio, li renderà più sicuri: lo dimostrano casi come quelli dei conducenti di autobus che, grazie ai link di comunicazione, vengono avvertiti della presenza di pedoni sulle strisce pedonali. La connettività renderà possibili anche altre applicazioni nel trasporto pubblico, come la TSP (transit signal priority), che permette a bus e treni di prenotare il segnale verde così da rispettare gli orari.

Quali problemi risolveranno i semafori intelligenti
Sappiamo tutti quanto sia frustrante guidare verso casa intorno alle 2 o alle 3 del mattino e doversi fermare al semaforo rosso, mentre al semaforo verde non passa nessuno. Le nuove tecnologie comunicanti faranno sentire gli automobilisti realmente al centro dell’attenzione, perché l’incrocio avvertirà la loro presenza. Quando guidiamo, infatti, siamo completamente ignorati; il sistema dei trasporti non sa che noi, in quel momento, siamo lì. Un cambiamento di questa portata sarà rivoluzionario.

I possibili ostacoli alla diffusione dei semafori intelligenti
Secondo Sweatman, potrebbe generarsi un problema di transizione, poiché queste tecnologie saranno sì installate in un numero sempre maggiore di veicoli, ma non in tutti. Sorge spontaneo chiedersi, infatti, come fare con i veicoli più vecchi e dotati di tecnologia legacy. Per un certo periodo di tempo, diciamo dieci o vent’anni circa, vivremo quindi in questa situazione: è vero che una parte di questa tecnologia è già presente nei veicoli, ma è altrettanto importante che questa tecnologia si applichi anche alle infrastrutture. Né i semafori vecchi verranno eliminati completamente, né l’innovazione tecnologica si concentrerà tutta all’interno dei veicoli; ci dev’essere equilibrio.

Il futuro dei segnali semaforici: immaginando il 2050
Dal punto di vista dell’utente, ipotizza Sweatman, le automobili si affideranno molto meno di oggi ad una tecnologia start-and-stop; il traffico nelle aree urbane, infatti, viaggerà a passo regolare. Si arriverà al punto in cui la maggior parte della mobilità urbana si baserà su un sistema on-demand largamente automatizzato e che non prevedrà un conducente. Una parte dei benefici andranno a colpire il volume di produzione, ma gli effetti che vedremo saranno a lungo termine: gli standard di riduzione dei consumi (CAFE) cresceranno fino a 247,7 litri entro il 2025. La comunicazione e coordinazione tra veicoli e i dispositivi di segnalazione stradale saranno gli elementi chiave che ci permetteranno di raggiungere questi obiettivi.
Per esempio, con il nostro smartphone potremo chiamare e noleggiare un’auto che ci venga a prendere e ci porti dove desideriamo, andando poi a supportare altrettanti cittadini. Ricorda molto il funzionamento di Uber, con l’unica ma interessante differenza che non prevede un conducente. Ci sarà, quindi, ancora spazio per i semafori? Secondo Sweatman sì, un certo numero di semafori sarà ancora necessario, ma nel futuro saranno molto più reattivi nei confronti di ciò che accade sulla strada.

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