Vincenzo Boccia sarà il nuovo presidente di Confindustria

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Vincenzo Boccia sarà il nuovo presidente di Confindustria al posto di Giorgio Squinzi, arrivato a fine mandato. Il Consiglio generale di via dell’Astronomia ha designato per la poltrona più importante dell’associazione l’imprenditore salernitano, 52 anni, laureato in economia e commercio, attivo nel settore della grafica.

Boccia ha già ricoperto diversi incarichi nel mondo confindustriale e con Squinzi ha avuto nel Comitato di presidenza le deleghe per il settore credito e finanza. Ha superato per soli 9 voti il rivale Alberto Vacchi, anche lui 52 anni, bolognese, laureato in legge, imprenditore nella meccanica e presidente di Unindustria del capoluogo emiliano. Su 198 aventi diritto, hanno votato in 192: Boccia ha ottenuto 100 voti, Vacchi 91 e una sola scheda bianca.

Vacchi non ce l’ha fatta perchè lontano dalla politica romana. Sarebbe stato un volto nuovo per l’Italia, una personalità dell’imprenditoria finora sconosciuta alla politica romana. Un candidato “a sorpresa” con buone prospettive per la Presidenza di Confindustria che ha resistito fino all’ultima votazione e ha perso per una manciata di voti. “Può sorprendere l’idea che Confindustria sia guidata da un Presidente che finora si è interessato non tanto dei corridoi e della politica romana, quanto piuttosto della competitività della sua impresa di macchine a livello mondiale”, aveva detto Vacchi qualche giorno fa.  L’azienda di famiglia di cui è alla guida, IMA (Industria Macchine Automatiche) produce packaging per il settore della cosmesi, farmaceutico e alimentare, e nel 2015 ha raggiunto un fatturato di 1,1 miliardi di euro. Dal 2011 il giro di affari è quasi raddoppiato nonostante l’Italia abbia attraversato anni di crisi, senza che l’indebitamento (l’ultimo dato è di 163 milioni di euro) raggiungesse valori considerevoli.
Fondata nel 1961 nei pressi di Bologna IMA fu acquisita dalla famiglia Vacchi nel 1963 e cominciò con la fabbricazione di macchinari per la produzione di bustine di tè. Nel 1995 la società è stata quotata in Borsa. Da allora IMA è cresciuta con acquisizioni – anche in Germania – e con innovazioni fino a contare 4800 dipendenti, 34 stabilimenti in 9 Paesi e una quota di esportazione del 90%. “Al Governo non avrei chiesto come altri fanno, di aumentare le spese deficit ma una maggiore attenzione per le condizioni necessarie a favorire gli investimenti privati”, aggiunge l’imprenditore.

L’elezione si è svolta secondo le nuove regole della riforma Pesenti varate con la presidenza di Squinzi, il voto è stato espresso dal Consiglio generale, fra gli altri hanno partecipato gli ex presidenti Antonio D’Amato, Emma Marcegaglia e Luca Cordero di Montezemolo. Presenti anche Claudio Descalzi di Eni e Francesco Caio di Poste Italiane. L’organismo si riunirà di nuovo il 28 aprile per votare la squadra del presidente. Il 25 maggio: toccherà ai delegati dell’assemblea privata votare il presidente, che si insedierà il giorno successivo in occasione dell’assemblea pubblica. Oltre a Boccia e Vecchi si erano presentati anche Aurelio Regina e Marco Bonomotti, che si sono ritirati il 10 marzo, dopo che i tre saggi Adolfo Guzzini, Giorgio Marsiaj e Luca Moschini avevano sondato la base imprenditoriale per valutare la forza delle candidature.

 

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