Viaggi d’affari: se ne fanno di più e sono sempre più cari. Il ruolo del digital

businesstravel

Viaggi d’affari sempre più cari? Non sempre. AirPlus Travel Management Study 2016: lo studio che ogni anno fa il punto sullo stato dell’arte del settore nell’edizione più recente rileva che sull’argomento in Italia vince l’ottimismo: il 39% dei travel manager prevede un incremento del numero dei viaggi, circa il doppio rispetto allo scorso anno.

Il 2016 sarà l’anno della frenata dei viaggi d’affari? O piuttosto il mercato del business travel si manterrà in equilibrio stabile e slegato dall’andamento dell’economia globale? I risultati dell’undicesima edizione dell’AirPlus Travel Management Study condotto in 24 paesi tra cui l’Italia, sottolinea come il 19% dei circa 850 travel manager intervistati, si aspetta un rallentamento del mercato del business travel. Pur se piccola, è la più alta percentuale mai registrata dall’inizio della crisi del 2009 a prevedere una contrazione per i prossimi 12 mesi. Sono i Paesi BRIC, a eccezione dell’India, ad accusare un maggior rallentamento delle trasferte d’affari. Le ragioni potrebbero risiedere nella decelerazione dell’economia cinese e nella forte flessione dei prezzi delle materie prime. Il 2016 si caratterizza anche per un calo delle aziende che si aspettano un incremento del numero di viaggi, la cui percentuale passa dal 35% nel 2015 al 31%.

SI CONTINUA A VIAGGIARE NONOSTANTE LA CRISI

La metà dei travel manager intervistati ritiene che l’attuale clima economico non influenzi i viaggi d’affari, la proporzione di coloro che sono convinti che abbia un impatto negativo (29%) è decisamente superiore rispetto a chi si attende un effetto positivo, la cui percentuale è del 20%. In Italia il business travel è parzialmente slegato dall’andamento dell’economia locale, finendo così per non influenzarlo in modo sostanziale. Il 46% dei travel manager intervistati ritiene che per il 2016 il clima economico non avrà effetti sulle trasferte di lavoro, il 28% che influenzerà negativamente i viaggi (in calo di 6 punti percentuali rispetto al 2015), mentre un travel manager su quattro (25%) è convinto che l’attuale situazione economica avrà effetti positivi sui viaggi d’affari; una percentuale in crescita dell’1% rispetto allo scorso anno e di 5 punti percentuali più alta rispetto alla media mondiale (20%).

L’ELEMENTO CHIAVE E’ IL CONTENIMENTO DELLA SPESA

Le aziende a livello internazionale continueranno a veder aumentare i costi delle trasferte, in particolare la spesa crescerà più rapidamente rispetto al numero dei viaggi. Sono il 41% i travel manager a livello globale che si aspettano di pagare un maggior costo per le trasferte, rispetto a coloro che pensano a un calo (18%). Questo dato supera quello di chi non prevede variazioni (40%), nonostante una lieve flessione rispetto al 44% di previsioni di aumenti registrata lo scorso anno. Le aziende che riportano un maggiore aumento di questa voce di spesa si trovano in India (63%), seguita dalla Spagna (52%) e Germania (51%). Le motivazioni di questi incrementi vanno ricercate nel miglioramento di alcune economie emergenti, nell’aumento dei costi dei servizi di viaggio, nell’acquisto di servizi ancillari per garantire ai viaggiatori un maggior livello di comfort, prima e durante il viaggio. Anche in questo caso l’Italia presenta previsioni più rosee con il 28% dei suoi travel manager che ritiene che la spesa per i viaggi d’affari aumenterà, contro il 39% convinto di un aumento del numero di viaggi. Mentre il 15% (+ 5% rispetto al 2015) degli intervistati italiani crede che la propria spesa calerà.

IL RUOLO DELLA DIGITAL TRANSFORMATION

335ca00Una delle sfide che i travel manager devono affrontare oggi è dare ai viaggiatori non solo strumenti di prenotazione ma anche di pagamento, di comunicazione e altri tool di gestione delle trasferte che si integrino nelle policy aziendali. “Per questo”, dice Flavia Trezzini, marketing & communication manager di AirPlus Italia.  “le tecnologie digitali e i nuovi trend possono aiutare le aziende a semplificare i processi di gestione dei viaggi dei loro dipendenti e manager, avendo come obiettivo finale l’ottimizzazione dei costi e la creazione di proposte coerenti con le esigenze dei viaggiatori business, che vogliono compiere sempre più azioni in mobilità, in condivisione e in sicurezza. Le aziende stanno seguendo da vicino la digital transformation perchè riesce a influire sui processi di prenotazione, acquisto, e pagamento che diventano più semplici e fluidi. L’innovazione digitale consente un maggiore e stretto controllo dei costi grazie a una reportistica day by day, più trasparente e veloce che offre una visione chiara dei diversi fornitori degli strumenti di viaggio facilita la singola negoziazione”.

Ma come mai la spesa cresce? “Negli Usa così come in molti paesi occidentali e nei Paesi emergenti i costi aumentano a causa delle spese accessorie che sono difficili da preventivare e che spesso vengono realizzate nella fase ontrip. Le direttive di viaggio delle aziende sono diventate più stringenti anche se il primo obiettivo è quello di farli stare bene i dipendenti in trasferte”, prosegue Trezzini.

L’internazionalizzazione delle imprese ha favorito le trasferte dei viaggi? “Se un’azienda delocalizza all’estero la produzione sicuramente avrà la necessità di fare viaggiare i propri manager e dipendenti qualificati per controllare le fasi di lavorazione e la qualità della stessa.”

I SEI MACRO TREND CHE INFLUENZERANNO I VIAGGI

Nell’ambito dell’indagine AirPlus ha chiesto ai travel manager di indicare i macro trend che nel 2016 influenzeranno società. Sono state individuate sei tendenze che mostrano un mondo sempre più It-driven e interconneso. Una grande maggioranza considera la sicurezza dei dati, i social media, la mobilità sostenibile e la globalizzazione trend in crescita o già presenti, a seguire i big data e la sharing economy. La sicurezza dei dati è indicata come trend dall’88%1 degli intervistati a livello globale. Questo perchè le aziende sentono la necessità di far viaggiare le informazioni in modo sicuro durante le trasferte e, nello stesso tempo, dalla garanzia da parte dei fornitori di servizi di viaggi di gestire in sicurezza i dati personali dei dipendenti.

Sono l’87% coloro che considerano i social media un trend per la loro azienda; la condivisione delle informazioni e delle esperienze è un aspetto importante anche per il viaggiatore d’affari, ma lo è altrettanto per il datore di lavoro che può comunicare con il proprio dipendente in tempo reale. Se parliamo di mobilità sostenibile, negli ultimi anni essa è diventata un tema a cui le aziende guardano con più attenzione perché chiamate a ridurre al minimo l’impatto dei viaggi. La percentuale è data dalla somma tra coloro che lo considerano un trend emergente e quanti una tendenza ormai consolidata  sull’ambiente, massimizzando l’efficienza e i costi: per il 77% dei travel manager è un trend da analizzare con attenzione. La globalizzazione, che ha prodotto e continua a guidare uno spostamento imponente di merci e persone nel mondo, viene segnalata come tendenza dall’85% degli intervistati e spiega in parte il motivo per cui quest’anno lo Studio di AirPlus ha rivelato come molti travel manager si aspettano un aumento del numero di viaggi e quindi dei costi.

Big Data e sharing economy, pur essendo considerati elementi tecnologici importanti sono riconosciuti trend rispettivamente dal 59 e dal 60% dei travel manager; il dato della sharing economy risente sicuramente del fatto che l’applicazione in ambito aziendale e business travel non è ancora sviluppata. L’Italia traina le tendenze globali mostrando percentuali più elevate per ogni segmento, in particolare si evidenzia un netto stacco in ambito social media dove ben il 91% delle aziende lo considera un importante trend. Pagamenti digitali in aumento App, pagamenti mobile e virtuali sono i trend che maggiormente influenzeranno i viaggi d’affari per i prossimi 12 mesi. Pur essendo strumenti di pagamento relativamente giovani, mobile e virtual payment stanno guadagnando un riconoscimento sempre più ampio: circa 3/5 dei travel manager (61%) affermano che hanno già prodotto effetti nel settore dei viaggi d’affari, contro l’11% che non ne comprende le potenzialità. L’impatto dei pagamenti mobile aumenta più del doppio se si considerano i paesi emergenti, con il Messico in cui ben il 95% degli intervistati ne dichiara gli effetti sul settore. Sono il 88% coloro che nel nostro Paese sostengono l’importanza dei pagamenti virtuali, posizionando l’Italia trend setter di questo segmento. La percentuale diminuisce rispetto ai dati globali se si considera il settore dei pagamenti mobile, in cui il 54% dei rispondenti italiani ne recepisce l’importanza dell’uso.

Dando uno sguardo alle business app, il 68% degli intervistati a livello mondiale le ritiene strumenti necessari a fornire utili servizi di viaggio ai propri dipendenti, gestendo in tempo reale i dati. In Italia la percentuale di chi ne riconosce il trend è del 59%.  Si può dunque affermare che nel futuro del business travel i pagamenti digitali giocheranno un ruolo centrale, diventando sempre più mobile, virtuali e invisibili. Le aziende e i viaggiatori d’affari beneficeranno di nuove soluzioni di pagamento che quanto più saranno facili da utilizzare e integrate nei processi di viaggio, tanto più la loro efficacia crescerà, diventando strategiche per controllare e gestire le policy aziendali dei viaggi d’affari. Secondo AirPlus International non sfruttare questo momento di innovazione per le organizzazioni significa non riuscire più a colmare il gap tecnologico soprattutto quando gli interlocutori sono i così detti Millennials, le cui scelte sono dettate dall’esperienza che vogliono vivere durante il viaggio di lavoro. Un relativamente alto 37% di travel manager riconosce che le applicazioni di viaggio mobile stanno avendo un effetto importante, eppure solo il 27% comprende l’importanza di gestire le necessità di questa generazione iperconnessa e con grande know-how tecnologico.

Lascia un commento

Top