A maggio debutta la Naspi: ecco i pro e i contro

Oltre al contratto a tutele crescenti, le tanto discusse modifiche fantasma all’articolo 18, l’eliminazione dei co.co.co e l’abrogazione dello job sharing, con il Jobs Act ha stravolto il sistema delle indennità di disoccupazione.
A maggio faranno il loro debutto nel complicato sistema italiano la Naspi (che sostituisce l’Aspi e la mini ASpi), la Dis-coll (trattamenti contro la disoccupazione a tutele dei precari) e la Asdi (coloro i quali in condizioni di bisogno e che hanno già esaurito il trattamento Naspi).

E la redazione di Ansa.it ha provato a chiarire chi ci perde e chi ci guadagna da queste modifiche legislative

NASPI PIU’ LUNGA:

l’indennità viene erogata per la metà delle settimane retribuite negli ultimi 4 anni precedenti il licenziamento. Quindi, se la persona ha lavorato in modo ininterrotto, può avere l’indennità per 24 mesi invece che per 16.

E CHI HA AVUTO TANTE PROMOZIONI?

la base dei calcolo per la Naspi è la media delle retribuzioni degli ultimi quattro anni, rispetto ai due anni dell’Aspi. Ciò significa che pesa nel calcolo anche il peso delle buste paga datate, che possono abbassare il calcolo retributivo. Il sussidio è pari al 75% della retribuzione nel caso non superi i 1.195 euro. Se la retribuzione è più alta si aggiunge a 1.195 euro il 25% del differenziale tra questo e la retribuzione con un massimale per l’indennità di 1.300 euro. Il limite massimo è però più alto di quello Aspi (1.169 euro nel 2015)

DATTI DA FARE

con la Naspi si ha una decurtazione dell’importo del 3% ogni mese dal quarto mese di fruizione (il taglio con l’Aspi era del 15% dopo il sesto mese e di un altro 15% dopo il dodicesimo). Se si prende l’indennità per 16 mesi le penalizzazioni alla fine sono del 30% con l’Aspi e del 39% con la Naspi.

PENALIZZATE RETRIBUZIONI ALTE:

la Naspi prevede un tetto per la contribuzione figurativa nel periodo di fruizione della prestazione, limite che invece non era previsto per l’Aspi. Il massimale per i contributi è fissato a 1,4 volte l’importo massimo dell’Aspi (1.300 euro per il 2015) e quindi per quest’anno è a 1.820 euro.

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