Il 25% delle Pmi investe nell’economia verde

di Antonio Barbangelo. Il 23,6% delle imprese industriali e terziarie italiane, con almeno un dipendente, tra il 2009 e il 2012 hanno investito o investiranno in tecnologie e prodotti green; sono quasi 360mila aziende (144mila industriali e 215mila dei servizi). Inoltre, il 30% delle assunzioni non stagionali programmate dalle imprese del settore privato per il 2012 è per figure professionali legate alla sostenibilità. È quanto emerge dal ‘Rapporto GreenItaly 2012’ presentato a Roma da Fondazione Symbola e Unioncamere. Secondo il “rapporto” – realizzato con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, con la partnership di Wired, Comieco e Fiera Milano Congressi – gli investimenti green sono più marcati nel mondo della manifattura (27%) e meno nel terziario (21,7%), ma l’approccio interessa un ampio ventaglio di settori: tra le attività manifatturiere e quelle connesse all’energia, spiccano la filiera della gomma e della plastica, la lavorazione dei minerali non metalliferi e della carta, i comparti della meccanica, della produzione di mezzi di trasporto, dell’elettronica e strumentazione di precisione. La punta record di investimenti in economia verde si ha nel comparto chimico-farmaceutico (41%). Lo studio presentato dalla fondazione presieduta da Ermete Realacci e dell’Unione delle Cdc, presieduta da Ferruccio Dardanello, evidenzia, inoltre, che il 37,4% delle imprese che investono in tecnologie green vantano una presenza sui mercati esteri, contro il 22,2% di quelle che non investono. La strada ‘verde’ è battuta parecchio anche dalle realtà in fase di start-up, nel manifatturiero, nell’agricoltura e nel terziario (a partire dal turismo): tra le “vere” nuove aziende individuate da Unioncamere nei primi sei mesi 2012 (103mila), il 14% ha realizzato nella prima parte dell’anno, o realizzerà entro il 2013, investimenti green.

 

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