Toscana: il mare come eccellenza

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La Toscana è bagnata dal mare Tirreno per un lungo tratto di costa (e fin qui basta sfogliare un atlante geografico). Il mare per la Regione è un eccellenza che – a parte le varie bandiere blu che ogni anno premiano alcuni dei luoghi di villeggiatura più frequentati a livello nazionale da turisti stranieri e italiani –  propone  riflessioni sullo sfruttamento e l’organizzazione di porti, marine e spiagge.

Le provincie costiere a differenza di quelle dell’interno da sempre sono considerate meno redditizie nell’ambito del sistema economico regionale. Una credenza da sfatare secondo una recente indagine dell’Ufficio Industry della direzione studi ricerca di Intesa Sanpaolo secondo cui dal 2008 al 2015 – periodo di crisi – le provincie marittime non son andate peggio delle zone interne considerate le uniche a stare al passo con l’Europa. Massa Carrara, Grosseto con meccanica (726 mln), chimica (78 mln), marmo (55 mln) e agroalimentare (130 mln) hanno contribuito alla crescita dell’export complessivo ragionale (+31%) quasi come Firenze e Arezzo. Anche Lucca con il settore cartario insieme Pisa si può considerare zona costiera, ha esportato per circa 700 milioni di euro. La costa quindi è in ripresa e con essa anche i porti per cui la regione ha un nuovo piano di aiuti.

LIVORNO E PIOMBINO ECCELLENZE DA PRESERVARE

Il governatore Enrico Rossi punta allo sviluppo mercantile di Livorno e Piombino. Ma oltre a favorire il porto deve tenere conto anche del diporto. Secondo il Governatore Livorno, con la sua nuova darsena da 700 milioni, e il suo retroporto da 20 mila metri, punta a diventare il porto commerciale e snodo per le merci, più importante del Paese. Anche Piombino con la riconversione delle acciaierie Lucchini e dopo aver approvato il pano ambientale dell’area attende di realizzare le bretelle per collegare porto e variante Aurelia su cui la regione ha investito oltre 250 milioni andando conto le cordate che all’interno del comparto dell’acciaio sostengono gli investimenti dell’imprenditore arabo Rebrab che a Piombino ha già investito centinaia di milioni. Collegare porti e Ferrovie come nel caso di Livorno è una priorità per la giunta Rossi che deve gestire i 50 milioni che lo Stato ha investito per il rilancio dello stesso.

DIPORTISTICA DA PROMUOVERE

Pisa e Viareggio sono anche porti da diporto che la Regione intende aiutare. Nel primo caso con l’escavo del canale Navicella su cui si affacciano numerosi cantieri, che darà la possibilità di  aumentare i pescaggio e di allargare il canale per fare posto a commesse di yacht sempre più grandi come richieste del mercato.  Stessa sorte anche per Viareggio che ha grandi competenze in campo diportistico con cantieri conosciuti e apprezzati nel mondo e su cui la regione punta per farla diventare la perla dei porti turistici nazionale ma che per ora ha una gestione lenta. E nel settore turistico la proposta per fare crescere lo stazionamento per i vacanzieri che ormeggiano e dormono dentro la loro barca in Toscana, la proposta è quella di abbassare l’aliquota Iva dal 22 al 10%, promuovendo la permanenza in barca così come accade all’Emilia Romagna che ha già livellato i prezzi in vista della stagione appena turistica alle porte. Il provvedimento inserito nello Sblocca Italia alla voce Marina Resort, dovrebbe lasciare alle Regioni la competenza ma serve una legge che equipari  tutte le Regioni che eviti di penalizzare quelle regioni che non sono intervenuti fino a ora con una norma ad hoc.

BALNEARI IN ALTO MARE

Infine la questione del Balneari che in attesa della sentenza della corte europea è ancora in alto mare. “Definire la legge approvata dal Consiglio regionale sulle concessioni demaniali peggio della Bolkestein è inaccettabile e privo di logica”, ha detto Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana commentando le dichiarazioni di Enrico Franceschelli, presidente Balneari Confcommercio Grosseto. Le  imprese balneari, comprese quelle insediate in ambiti già oggetto di concessione, potranno chiedere il rilascio di una nuova concessione da 6 a 20 anni ai sensi della legge 400/1993 proponendo un piano di investimenti che sarà sottoposto a procedura comparativa a tutela del principio della concorrenza e della libertà di stabilimento che l’Unione Europea intende affermare. Gli investimenti potranno includere interventi di riqualificazione ambientale, paesaggistica e infrastrutturale del contesto costiero nel quale le imprese operano, in coerenza con gli indirizzi del PIT e con gli strumenti urbanistici comunali.

BOLKESTEIN SARA’ LEI

“Siamo consapevoli di essere di fronte a una situazione delicata per chi lavora nel settore”,prosegue Marras, “e abbiamo voluto mettere in campo uno strumento legislativo adeguato per affrontarla, non ideologico, con l’obiettivo di tutelare le diverse esigenze. Siamo tutti in attesa della sentenza della corte europea, intanto vogliamo dare la possibilità a imprese già titolari di concessione di non rischiare di capitolare sotto la mannaia della Bolkestein e nello stesso tempo puntiamo a favorire la riqualificazione ambientale e turistica della nostra zona costiera, anche incoraggiando forme di sinergia tra pubblico e privato in grado di innalzare la qualità dell’offerta. Offriamo loro un’opportunità, senza imporre nessun obbligo, ma solo prevedendo la facoltà per ciascuna impresa di presentare la richiesta al proprio comune dell’atto formale. Siamo arrivati a questo provvedimento dopo confronto e continuo con le rappresentanze del settore e, successivamente, un lavoro in Commissione e poi in aula. Voglio essere più preciso: il presidente della Commissione sviluppo del Consiglio regionale ha incontrato informalmente Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confindustria e relative categorie balneari; ha poi ricevuto contributi, non recepibili, da Cna e Confindustria, ma nessuna richiesta di audizioni formali in Commissione. Dopo l’approvazione della legge, sono arrivati apprezzamenti per il risultato raggiunto da molte associazioni, tra cui anche Confcommercio. Rinnovo la massima disponibilità ad incontrare gli operatori del settore per descrivere meglio la legge”.

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