Titoli ciclici: le opportunità nei mercati emergenti

di Matthew Vaight. Nell’ultimo anno, l’incertezza per la crescita globale ha causato un affollamento degli investitori verso le società che offrono entrate stabili e profitti regolari sotto forma di dividendi: le società di beni di consumo, healthcare e Tlc hanno quindi riportato notevoli rendimenti. In particolare, i titoli dei mercati emergenti legati ai beni di consumo sono stati richiestissimi. Sebbene il tema dei nuovi consumatori sia un trend strutturale, gli investitori si sono fatti trascinare troppo da questa storia. Molte società di beni di consumo oggi stanno prezzando livelli di crescita futura poco realistici. Quest’anno molti titoli ciclici non hanno incontrato il favore degli investitori per il rallentamento economico, in particolare della Cina, e i prezzi in calo delle commodities. Pur non facendo previsioni, riesco a capire quando le valutazioni dei titoli prezzano esiti negativi. Ad esempio Vale, estrattore minierario brasiliano, genera oggi il 10% di rendimenti sul capitale. In passato, ha registrato il 15%, e attualmente si prezza un +4% futuro. Ritengo che queste siano aspettative fin troppo pessimiste, poiché riflettono l’ansia degli investitori per le condizioni macro economiche, piuttosto che i reali fondamentali della società.

Investendo nel lungo termine,  la rotazione dei mercati azionari verso i settori più difensivi ha creato opportunità per comprare titoli ciclici a prezzi allettanti: oltre a Vale, penso a Yingde Gases, che rifornisce di gas industriali le manifatture di acciaio cinesi, e First Quantum Minerals, società mineraria quotata in Canada ma con asset in Africa. Ho inoltre aggiunto posizioni su Delta Electronics, produttore di componenti per l’elettronica di Taiwan, e aumentato l’esposizione del fondo ai finanziari con l’acquisto di quote della turca Asya Katilim Bankasi e della coreana Hana Financial, e iniziato una posizione sull’indiana Axis Bank e la turca Garanti Bank.

È importante enfatizzare che questi cambiamenti non riflettono una particolare view sui singoli Paesi o sull’economia globale, o piuttosto la preferenza verso un settore piuttosto che un altro. Le mie scelte sono il risultato di un approccio bottom-up alla selezione delle opportunità di investimento. Di conseguenza, nel lungo termine, gli equilibri nel portafoglio cambiano come risultato dell’approccio a “seguire il valore”, ricercando cioè quelle compagnie il cui potenziale sia sottovalutato.

Matthew Vaight, M&G Global Emerging Markets fund

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