Terremoto: aziende in ginocchio occorrono misure immediate

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Il terremoto ha messo in ginocchio 7.387 mila imprese dei centri più colpiti nelle aree soprattutto di Macerata e Perugia. Una economia prevalentemente agricola (30%) e industriale (industria 9% e costruzioni 16%), ma in cui cresce il settore turistico (+8%).

Sono 239.917 le imprese nei comuni più soggetti a terremoti in Italia, il 5% dei circa 5 milioni di imprese italiane con 439 mila addetti, il 3% del totale nazionale e un fatturato da 26 miliardi. Economia in ripresa, con circa 1.000 imprese in più un anno grazie al turismo. Sono infatti 400 le imprese in più nel settore alloggio e ristorazione, + 2,5%. Rispetto al dato nazionale si tratta di un’economia più agricola (24% delle imprese dell’area, il 9% in più che in Italia) e commerciale (primo settore con 30% delle imprese dell’area, il 2,7% in più che in Italia). Minore il peso delle costruzioni (12,4%, il 2,3% in meno della media italiana) e del manifatturiero (8%, 1,7% in meno). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2016, 2015 e 2011, sulle zone sismiche, livello 1, secondo la classificazione sismica al 2015 della Protezione Civile. L’economia di queste aree è aumentata nell’ultimo anno di circa mille imprese, +0,4% rispetto al +0,2% in Italia. In crescita anche gli addetti, + 5% dai 418 mila di un anno fa. Una ripresa che si stava verificando e che interrompeva il calo di imprese in cinque anni, 6 mila in meno del 2011.

Primi comuni per numero di imprese nelle aree più soggette a terremoto sono: Messina con quasi 14 mila, Reggio Calabria con circa 13 mila, Cosenza, Lamezia Terme e Potenza con 6 mila, Benevento e Foligno con circa 5 mila. Primi comuni per fatturato: Messina e Melfi con quasi due miliardi, Benevento, Osoppo, Foligno e Potenza con oltre un miliardo. Tra i Comuni con maggiore crescita di imprese in cinque anni: Reggio Calabria con 600 imprese in più, Lamezia Terme e Rende con 400. Tra quelli meno grandi: Viggiano (+17%), Pozzilli e Zumpano (+12%), Falconara Albanese e Pedace (+20%).

Il progetto Casa Italia, “é stata l’occasione per Assoimmobiliare di formalizzare la presentazione di proposte di interventi normativi per la prevenzione e sicurezza degli immobili dal rischio sismico e di dissesto idrogeologico”, ha detto Paolo Crisafi, direttore generale di Assoimmobiliare, l’associazione della finanza e dei servizi immobiliari. Tra le varie proposte dell’associazione è prevista la nullità degli atti comportanti l’alienazione di immobili esistenti non conformi alla normativa antisismica. “Una proposta”, sottolinea Crisafi, “che vuole favorire gli interventi di adeguamento antisismico su costruzioni destinate a uso di civile abitazione, anche attraverso le norme di favore fiscale (incremento della percentuale di detrazione e riduzione opzionale del periodo di rateazione del credito fiscale)”.

Assoimmobiliare propone anche l’obbligatorietà differita dell’assicurazione per la copertura dell’evento sismico e di dissesto idrogeologico e detraibilità dei premi assicurativi. La proposta riconosce alle persone fisiche e giuridiche una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 65% dei premi per assicurazioni aventi per oggetto i danni causati a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità. Tra i benefici: riduzione del costo della ricostruzione a carico delle casse pubbliche in caso di sisma e di evento legato al dissesto idrogeologico; stimolo al mercato assicurativo. L’associazione si batte anche per incrementare la detrazione fiscale (fino al 75% e rateazione in periodo infradecennale, fino a 5 anni) per interventi di adeguamento alla normativa antisismica e di tutela dal rischio idrogeologico.
Questo favorirebbe gli interventi di adeguamento sismico e idrogeologico su costruzioni destinate a uso di civile abitazione, con incremento della percentuale di detrazione e riduzione del periodo di rateazione del credito fiscale (dimezzabile da 10 a 5 anni).

Un’altro punto della proposta di Assoimmobiliare riguarda la previsione “a regime” della cessione della detrazione per le spese di interventi antisismici per i soggetti “no tax area”, e per quelle di riqualificazione energetica degli edifici. Il credito cedibile è pari al 65 per cento delle spese a carico del condomino – in base alla tabella millesimale di ripartizione – sostenute dal condominio. E’ prevista anche una aliquota IVA ridotta al 5% per interventi di adeguamento alla normativa antisismica e bonifica dell’amianto. Misure per l’incentivazione degli investimenti in immobili residenziali oggetto di interventi di adeguamento antisismico

Assoimmobiliare, inoltre, in occasione del decreto per l’istituzione della struttura Di missione di Palazzo Chigi, Casa Italia, (composta da 17 esperti permanenti e guidata da Giovanni Azzone), “ha rimarcato la necessità di pragmatismo e ottimizzazione dei tempi, anche attraverso il supporto tecnico di legale e finanziario di Mirko Annibali, Lorenza Morello, Stefano Sanguinetti e imprese associate rappresentate nei Comitati tecnici e normativi messi a disposizione dell’azione del Governo dall’Associazione dell’Industria Immobiliare presieduta da Aldo Mazzocco. Oltre ai piani già avviati (scuole, dissesto, incentivi del sismabonus), ha concluso Crisafi “un primo appuntamento concreto è quello della prossima legge di Bilancio con l’idea di finanziare un piano con un orizzonte di almeno dieci anni.”

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