A Bruxelles si è discusso di accesso al credito e pmi

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Quale deve essere il ruolo dell’Unione Europea nell’erogazione dei fondi del piano Juncker per le pmi? Deve decidere quali imprese premiare o limitarsi a dare garanzie e lasciare il verdetto al libero mercato?

Sono questi alcuni degli interrogativi emersi ieri alla tavola rotonda Il bilancio Ue e le Pmi, svoltasi a Bruxelles alla presenza dei rappresentanti della Commissione europea, della Banca europea degli investimenti, di eurodeputati e degli esponenti di categoria.

Il tema è caldo e rappresenta uno dei problemi maggiori per il Vecchio Continente, non solo per l’Italia: se è vero che alle pmi europee sono stati destinati 75 miliardi dei 315 previsti dal piano Juncker (Efsi), molti imprenditori non sono d’accordo sulle modalità di erogazione di questi stanziamenti: Neil Lee, della London School of Economics, ha per esempio consigliato all’Unione Europea non di dare delle linee guida sulle startup o sulle pmi da premiare (compito che spetterebbe al privato e al mercato), ma di limitarsi di offrire garanzie di accesso al credito per migliorare così le performance economiche delle Pmi.

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