Stop allo strozzinaggio delle Pmi: se ne parla a Roma il 23

Per garantire una ripresa economica veloce e sicura l’Italia deve contare sull’imprenditoria. Per questo motivo bisogna favorire la ripartenza delle aziende in difficoltà, anche quelle protestate, soprattutto medie e piccole. In questo contesto martedì 23 ottobre alle ore 14,30, presso la Camera dei Deputati – Palazzo Marino – Sala delle Colonne durante il convegno sul tema “L’internazionalizzazione delle PMI-Una risposta strategica alla crisi”, organizzato da Aspim Europa, associazione di servizi per le piccole e medie imprese – www.aspimeuropa.com –  verrà proposto un progetto di legge per colpire duro lo strozzinaggio e dare ampio respiro alla ripresa economica italiana. Il rafforzamento del livello di competitività di un’azienda passa anche attraverso una opportuna pianificazione delle proprie attività senza trascurare le conseguenze dei deficit di bilancio e dei rapporti con il sistema bancario, anche grazie all’elevato numero dei protesti. La proposta di legge si prefigge la finalità di creare una nuova economia per riammettere nella vita economica chi è diventato “cattivo pagatore” per abbattere una grave forma di povertà, ossia l’indebitamento a seguito del protesto e il conseguente ricorso all’usura.  Aspim propone una legge che introduca punti innovativi nella disciplina inerente il credito per evitare l’esclusione dal prestito di persone che sono state irregolari nel pagamento delle rate e per consentire, nel contempo, la loro agibilità nel contesto economico. Le persone private e gli imprenditori protestati in Italia sono circa 10,5 Milioni. Si tratta principalmente di imprenditori di piccole e medie imprese, di singoli cittadini che, per svariati motivi, non sono riusciti a far fronte agli impegni economici assunti e che, per tale ragione, sono stati esclusi dai processi economici, i quali, considerate le attuale disposizioni in materia bancaria (Basilea 2), sarà molto difficile che possano rientrarvi.

Chi è protestato non può più accedere al credito e, quindi, non ha più la possibilità di operare in un qualsiasi contesto economico. Il protestato è colui che non paga un assegno o una cambiale e, quindi, viene segnalato presso tutte le Camere di Commercio ed i Tribunali e, solo dopo cinque anni, potrà essere riabilitato. Esso viene, conseguentemente, segnalato in apposite “banche dati”, in cui rimane iscritto anche dopo aver pagato. Le “banche dati” segnalano, difatti, che la persona è “cattiva” pagatrice e, quindi,comunicano agli istituti di credito la sua inaffidabilità. Basta poco per essere segnalati nelle banche dati: basta non pagare puntualmente un bollettino, una rata di finanziamento o sconfinare per quanto riguarda i margini del fido. In ogni caso l’imprenditore o il privato cittadino non avrà più accesso al credito. E’giusto che esistano controlli e che ci siano regole certe nella gestione del credito, non altrettanto giusto è essere “segnalati” anche solo per qualche giorno di ritardo nel pagamento di un semplice bollettino. Tuttavia, in questo particolare momento economico per i cittadini italiani e per le numerose aziende piccole e medie in difficoltà con i pagamenti e con il sistema bancario, la sospensione cautelare del I protesto e dell’iscrizione nel Crif potrebbe costituire un valido aiuto per tutti e consentire la ripresa economica del Paese.

 

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