La startup alimentare ProXentia in lizza per il Marzotto

proXentia

E’ ProXentia l’ultima candidata al “Premio dall’idea all’Impresa” del Premio Marzotto, che prevede 50.000 euro in denaro e 20 periodi di residenza e affiancamento per un valore complessivo di 680.000 euro. Nata come spin-off dell’Università degli Studi di Milano, la startup intende rivoluzionare il sistema di controlli rapidi alimentari per tre settori chiave: vino, latte e cereali.

Un’azienda promettente, anche perché il mercato mondiale dei test per la sicurezza dei prodotti destinati all’alimentazione umana è stimato tra i 2 e i 3,5 miliardi di dollari.

La startup nasce da un’intuizione del 2006; o meglio, dalla fotografia di quanto avveniva in tante aziende agroalimentari, italiane e non: a ogni arrivo in piazzale del veicolo di un fornitore, ProXentia propone uno strumento di facile utilizzo e in grado di restituire una “carta d’identità” del prodotto trasportato. Un’innovazione che guarda a un settore in forte crescita (stimata tra il 7% ed il 10% annuo), spinto dal continuo innalzamento degli standard normativi e da una sempre maggiore sensibilizzazione dell’utente finale, testimoniata e amplificata dalla forte risonanza mediatica ottenuta dei sempre più frequenti allarmi relativi a casi di contaminazioni o adulterazioni.

Il principio di rilevazione sul quale si basano i prodotti ProXentia è la tecnologia proprietaria RPI (Reflective Phantom Interface), nata dall’unione di competenze che vanno dall’alta tecnologia nel campo dell’ottica e dei materiali avanzati fino alle nuove tecniche bio-sensoristiche. La “superficie fantasma” lavora su una serie di materiali invisibili in acqua, sfruttando la riflessione della luce che permette di rilevare singoli strati delle molecole che aderiscono all’interfaccia tra i materiali e un qualsiasi fluido acquoso.

ProXentia realizza una linea composta da tre elementi: Il lettore – un dispositivo leggero con un ingombro analogo a quello di un cellulare – un set di cartucce monouso – che permettono la rilevazione e la quantificazione dei diversi parametri del campione analizzato – e un software per smartphone, tablet o laptop. Dopo venti minuti dall’inserimento della cartuccia, il lettore invia i risultati direttamente sull’app collegata in remoto.

La disponibilità capillare all’interno delle aziende della filiera agroalimentare di un dispositivo in grado di effettuare in modo rapido test diagnostici ad ampio spettro nelle fasi cruciali dei processi produttivi permetterà di minimizzare i tempi di reazione di fronte a potenziali contaminazioni, di controllare in modo sistematico le materie prime in ingresso e di ridurre i ricorso a trattamenti chimici. Per il consumatore e il cittadino questo significa cibo più sicuro perché più controllato, più sano perché con minori residui chimici, più economico perché proveniente da una filiera meno esposta ai rischi legati a contaminazioni e pandemie. Il progetto si pone inoltre come un importante strumento di aggregazione per aziende d’eccellenza del territorio, assieme alle quali si sta componendo una fitta rete di partner industriali e accademici.

Lascia un commento

Top