Standard&Poor’s: Italia, ma che tiepida ripresa

A file photo dated 08 December 2011 shows a sign displaying the name of the Standard & Poor's financial rating services in its offices in Paris, France.
ANSA/IAN LANGSDON

Il titolo dell’ultimo report dell’agenzia di rating Standard&Poor’s si intitola Ripresa superficiale dell’Italia. ”Nel primo trimestre l’economia italiana è ritornata in vita; la fiducia nelle imprese sta migliorando e le indagini sui consumatori mostrano un livello di fiducia che non si vedeva dal 2008 ma la ripresa è debole rispetto ai paesi vicini dell’eurozona” scrive il capo economista Jean-Michel Six ricordando che il Pil reale è aumentato dello 0,7% nel primo semestre contro l’1,2% dell’eurozona.
”Ci sono segnali che indicano che le esportazioni italiane iniziano a funzionare meglio, ma una ripresa sostenibile avrà ancora bisogno di una forte ondata di investimenti – dice il rapporto di S&P’s – Il settore bancario italiano rimane vulnerabile e non è in una posizione ideale per sostenere gli investimenti privati. Tutte le categorie incluso – inesigibili, incagli, scaduti e ristrutturati – nonperforming prestiti (NPLs) sono triplicati dal 2007 fino a raggiungere un massimo storico del 24% del PIL nel mese di giugno 2014, o il 16,8% del totale dei crediti – sottolinea il rapporto – . Rispetto alla media europea, il Rapporto NPL è più di quattro volte superiore ed è aumentato ad un ritmo molto più veloce. E’ cruciale, oltre l’80% delle sofferenze bancarie sono nel settore corporate”.
Anni di declino “nella formazione di capitale hanno danneggiato il potenziale di crescita e la competitività globale dell’economia, e la continua crescita dei salari al di sopra tendenze della produttività si è aggiunta a questo deterioramento – sottolinea Six – Dalla fine del 2014 si sono visti segni di un’economia che sta rinascendo ma sarà una lunga strada per tornare a tassi di crescita del PIL semplicemente superiori a 1,5%”.

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