Social lending cresce in Lombardia, Emilia e Lazio

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Secondo Smartika, principale operatore in Italia, sempre più italiani scelgono il social lending per avere un ritorno economico in un periodo in cui gli investimenti tradizionali fruttano poco o niente.

Gli investimenti tradizionali a breve e lungo termine (come i bund a 10 anni, BTP italiani o il mattone) fruttano poco o niente. Che fare? Ci si presta soldi tra privati (social lending). Una scelta per avere un ritorno economico, che piace soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, così come in Piemonte e Veneto. E’ quanto emerge da un’analisi di Smartika, operatore del social lending in Italia, secondo cui nel nostro Paese i prestiti tra privati rappresentano un’alternativa interessante e poco rischiosa per chi vuole investire fuori dal contesto bancario e finanziario, svolgendo al contempo una funzione sociale.

RENDIMENTI TRA IL 4 E IL 6,5%

Chi decide di prestare denaro può ottenere rendimenti lordi tra il 4% e il 6,5% in base al profilo di rischio dei soggetti a cui si decide di prestare, contro il 2% massimo (solo per i primi 6 mesi – Fonte Widiba) dei conti di deposito, l’1,5% (10 anni) o il 2,6% (30 anni) lordo circa dei BOT. Negativi i rendimenti degli altri prodotti finanziari, con il listino principale di Borsa Italiana (FTSE MIB) che ha perso oltre il 27% dall’inizio dell’anno, e anche del mattone, con i prezzi delle case in calo del 4,4% a fine 2014 e del 2,5% a fine 2015 (Fonte: Assofin). La regione dove si fanno più prestiti tra privati in Italia è la Lombardia, dove le erogazioni sono più di 2,8 milioni di euro, pari al 12% della raccolta di Smartika che, nel nostro Paese, si ritaglia una quota di mercato dell’80%. Segue l’Emilia Romagna (2,2 milioni di euro di erogazioni) dove ci sono più prestatori di denaro (lender) che richiedenti prestiti (borrower) e di conseguenza la raccolta contribuisce a soddisfare non solo le richieste di prestiti interne ma anche quelle provenienti da altre regioni (al contrario di quanto avviene ad esempio in Toscana). Il social lending sta prendendo piede anche nel Lazio, dove le erogazioni sfiorano il milione e mezzo di euro, in Piemonte (un milione di euro circa) e Veneto (più di 9 cento mila euro) dove, come in Emilia Romagna, ci sono più lender che borrower.

“Il mercato del social lending italiano”, dice Luciano Manzo, ad di Smartika, “sebbene in espansione, rappresenta, con i suoi 26 milioni di euro, una quota modesta in Europa, dove i prestiti ammontano a 8,4 miliardi di euro con il Regno Unito che rappresenta oltre l’80%. Il social lending è un canale alternativo di credito che consente il prestito diretto tra privati, facendo a meno di banche e società finanziarie. Il processo si basa sulla creazione di una comunità nella quale i richiedenti (coloro che richiedono un prestito) e i prestatori (coloro che investono il proprio denaro prestandolo ad altri) possono interagire direttamente tra loro, senza ricorrere a intermediari, ottenendo condizioni migliori per entrambi (tassi più bassi per chi ottiene il prestito e interessi più alti per chi presta denaro). All’interno della comunità si crea in questo modo un mercato nel quale i tassi correnti sono determinati solo e soltanto dall’incontro diretto tra domanda e offerta”. Nelle regioni dove il social lending è più sviluppato, i lender 9 volte su 10 sono uomini di età compresa tra 26 e 55 anni, che erogano per lo più da mille a 5 mila euro (mediamente più di 4 casi su dieci) e in misura leggermente minore da cento a mille euro (oltre 3 casi su dieci). I prestatori più giovani, tra 18 e 25 anni, si concentrano in Piemonte dove rappresentano il 4% del totale, quelli più anziani, over 56 anni nel Lazio dove arrivano al 22%. Il Piemonte è la regione dove ci sono più donne sia tra chi presta (12% del totale) che tra chi richiede un prestito (31%).

LA MAGGIORANZA CHIEDE TRA I MILLE E I 5.000 EURO

Tra chi chiede un prestito su Smartika la quota maggiore, anche se più bassa rispetto ai prestatori, è rappresentata da uomini (più del 70%) con un’età media che resta tra 26 e 55 anni per importi domandati soprattutto da mille a 5 mila euro (più della metà delle volte) e da 5 a 10 mila euro (una volta su 3 circa). Si richiedono prestiti soprattutto per consolidare vecchi debiti (16% in Piemonte, 14% in Lombardia), acquistare automobili (12% ciascuno in Lazio e Veneto) e mobili (10% ciascuno in lazio e Veneto). Ci si indebita anche per ristrutturare la propria casa (9% ciascuno in Lombardia, Piemonte e Lazio), per riparazioni (9% in Lazio e 8% in Lombardia) e spese mediche (6% ciascuno in Piemonte, Lazio e Veneto). Se in Veneto si ricorre al social lending anche per comprare motociclette (8%), in Piemonte pure per estinguere prestiti con i parenti (6%). “Per attivare un’offerta sulla nostra piattaforma”, prosegue Manzo,” ciascun prestatore deve indicare una serie di fattori, tra cui importo del prestito, durata, tasso desiderato e tipologia di richiedenti a cui intende prestare. Ogni offerta viene suddivisa in parti uguali che vengono destinate ad altrettanti richiedenti prestito e in questo modo riusciamo a diversificare il rischio. Dopo aver controllato il profilo di credito di chi richiede denaro lo assegniamo a una delle classi di merito creditizio e successivamente la nostra piattaforma va a comporre il prestito con le offerte presenti. A quel punto spetta al richiedente valutare se accettare la proposta. Per tutelare il prestatore, soprattutto in caso di ritardi nel rimborso delle rate, abbiamo creato nel 2015 uno strumento ad-hoc, il fondo di garanzia “Smartika Lender Protection”, che interviene dopo un periodo di 12 mesi di ritardo.

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