Ma siamo proprio sicuri che le Pmi credono alla digital trasformation?

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Se dovessimo basarci sull’esempio e l’esperienza della Cassa di Risparmio di Volterra potemmo affermare che le medie aziende europee sentono proprio visceralmente la necessità di innovare e investire in nuove tecnologie. Una affermazione confutata anche da una ricerca commissionata da Ricoh a Coleman Parkes Research. Vediamo se è vero.

Escluse dal mondo delle startup e costrette a competere con le grandi aziende, le medie imprese europee soffrono della “sindrome del figlio di mezzo”. Ad affermarlo è una ricerca commissionata da Ricoh a Coleman Parkes Research. Secondo questo studio per le medie imprese europee è difficile investire in nuove tecnologie a supporto della crescita, spesso a causa delle difficoltà che incontrano per chiedere finanziamenti. Senza soldi in cassa il 30% del campione deve affrontare l’implementazione delle tecnologie per la digitalizzazione con l’obiettivo specifico di crescere e diventare imprese di grandi dimensioni. Le imprese di medie dimensioni sono però consapevoli della necessità di sviluppare strategie di business digitali e chi lo ha fatto sta già raccogliendo i frutti. In particolare, le aziende italiane che hanno già adottato tecnologie per la digitalizzazione hanno indicato come principali vantaggi: il miglioramento del servizio ai clienti (segnalato dal 38% del campione italiano); la riduzione dei costi (38%) e l’ottimizzazione delle comunicazioni con i clienti (37%)

RICORDIAMOCI CHE IL TUTTO SERVE PER COMUNICARE MEGLIO CON IL CLIENTE
Molte grandi aziende sono nate da acquisizioni oppure dalla fusione di due aziende di medie dimensioni. il 27% del campione intende attuare operazioni di merger and acquisition entro i prossimi due anni. Questo processo richiede sforzi specifici per quanto riguarda ad esempio l’integrazione dei sistemi informativi delle aziende coinvolte. È importante quindi che i clienti non vengano trascurati in questa fase di transizione. Anzi si presenta l’occasione per migliorare la gestione delle informazioni relative ai clienti con l’obiettivo di conoscerli meglio e sviluppare comunicazioni personalizzate. Il 70% delle aziende interessate dalla ricerca Ricoh vorrebbe espandersi in nuovi mercati entro i prossimi due anni e mantenere elevati gli standard di servizio ai clienti è fondamentale.

… E CHE FINE HA FATTO  LA CASSA DI RISPARMIO DI VOLTERRA?

La banca Cassa di Risparmio di Volterra si trovava ad affrontare le problematiche tipiche di una azienda di medie dimensioni. Prima di lavorare con i professionisti di Ricoh nell’ambito dei Communication Services, l’azienda doveva sostenere un costo elevato per mantenere alta la qualità del servizio nella rete di filiali in costante espansione e questo impediva ogni ulteriore crescita.  “Abbiamo sentito l’esigenza di una soluzione in grado di ridurre i costi per ogni singola filiale e aumentare il valore del servizio fornendo competenze centralizzate”, commenta Eugenio Fortunio, coo della Cassa di Risparmio di Volterra. “Grazie alla tecnologia virtual-communication-point, i clienti comunicano mediante video-chat con i nostri esperti della sede principale, mentre i nostri dipendenti possono collaborare tra loro e condividere informazioni in maniera rapida. Utilizzando questa soluzione non è più necessario che vi sia un esperto in ogni filiale e i tempi di risposta sono ottimizzati. Inoltre, ora possiamo concentrarci sulla nostra crescita”.

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