Lo spinoff di Uniper segna la semestrale di E.ON

E.ON

La debolezza del rublo e i bassi costi dell’elettricità e del petrolio penalizzano le aziende attive nel mercato dell’energia, che stanno facendo segnare ricavi inferiori rispetto al passato.

Ciò nonostante, E.ON, una delle più grandi aziende a capitale interamente privato al mondo nel settore dell’energia elettrica e del gas, prevede che l’EBITDA per il 2015 sarà tra i 7 e i 7,5 miliardi di euro e l’utile netto sottostante tra gli 1,4 e gli 1,8 miliardi.

Sono questi i principali risultati della semestrale dell’azienda, che fino a luglio ha conseguito un EBITDA di 4,3 miliardi (primo semestre dello scorso anno: 4,9 miliardi, – 13%) e un utile netto di 1,2 miliardi (1,5 miliardi, – 21%).
Le vendite del primo semestre sono ammontate a 57,3 miliardi, circa il 5% in più rispetto al dato dello scorso anno. Le temperature fredde all’inizio dell’anno sono state la ragione per la quale E.ON ha potuto aumentare le proprie vendite di gas del 62%.

Risultati che permettono all’azienda di assegnare un dividendo pari a 0,5 euro per azione anche per l’anno finanziario 2015.

Nel presentare i risultati semestrali di E.ON, il ceo Johannes Teyssen è stato accompagnato per la prima volta dal nuovo cfo Michael Sen: “Trasformare la nostra azienda durante un periodo di prezzi dell’energia estremamente bassi e prezzi del petrolio volatili è una sfida”, ha affermato Sen. “Siamo comunque riusciti a ottenere risultati significativi”. Infatti E.ON è interessata dallo scorporo di Uniper: lo spinoff porterà E.ON a focalizzarsi principalmente sulle rinnovabili, le reti di distribuzione e le soluzioni per i clienti, mentre Uniper si concentrerà sui business energetici convenzionali, sul trading globale dell’energia e sulla produzione di petrolio e gas.

 

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