Scongiurata (forse) la chiusura di 300 attività imprenditoriali
avviate nel territorio laziale

ASCOLI 2500 PRIMA PAGINA - INTERVENTI OCCUPAZIONE (1)“Mi impegno pubblicamente a risolvere definitivamente lo scandalo dei mancati pagamenti di voi beneficiari entro e non oltre il 30 settembre 2013. Tutti gli aventi diritto saranno pagati entro il 15 ottobre prossimo”. E’ la dichiarazione pubblica di Paola Maria Bottaro, direttore della Direzione regionale formazione ricerca e innovazione, scuola e università, diritto scuola – dipartimento programmazione economica e sociale, che in seguito alle denunce pubbliche dei quotidiani Corriere della Sera, La Repubblica e Il Fatto Quotidiano, ha finalmente deciso di impegnarsi, personalmente e a nome della Regione Lazio, in un incontro dal clima rovente tra dirigenti della Regione e un centinaio di vincitori di un bando regionale, che si è tenuto presso la sala Tirreno della sede della Regione Lazio la scorsa settimana.

I fatti citati riguardano il bando cofinanziato dal Fondo Sociale europeoInserimento lavorativo e avvio soluzioni imprenditoriali dei lavoratori per imprese e lavoratori”, risalente al 2008, doveva rappresentare un’opportunità di lavoro per soggetti disoccupati e lavoratori precari. A cinque anni di distanza questa opportunità non si è ancora concretizzata, o meglio si è concretizzata nella misura del 40% dei fondi erogati dopo una faticosa lotta per i diritti, con gravissimi problemi finanziari per coloro che hanno partecipato e vinto con enormi difficoltà il bando precedentemente citato e hanno conseguentemente avviato le attività imprenditoriali previste nei progetti approvati. Il rischio era e rimane che, per una situazione di conclamata mala amministrazione del personale responsabile della Regione Lazio, decine di milioni di euro debbano essere restituiti alla Comunità Europea con scadenza 31 dicembre 2013, “con il duplice risultato di avere fatto di 300 disoccupati, 300 indebitati che sono ad un passo da ritornare disoccupati”(cit. Il Fatto Quotidiano articolo pag. 8 del 16 luglio 2013).

“Forse questa volta siamo riusciti ad avere ragione dei nostri diritti negati”, ha detto Alessandro Censi Buffarini, uno dei beneficiari che si è fatto rappresentante di tutti nel rendere pubblica questa scandalosa storia e nel cercare soluzioni costruttive con i rappresentanti delle istituzioni della Regione Lazio, “ La Dottoressa Bottaro”, aggiunge  Buffarini, “si è impegnata a farci ottenere i nostri soldi e a non essere costretti a chiudere le attività appena avviate; non possiamo fare altro che confidare nelle sue rassicuranti parole”.

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