Sace si accorda con Finco (5.000 aziende) per favorire l’export

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SACE (Gruppo Cdp) e FINCO (Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione) hanno firmato un accordo di collaborazione per sostenere la crescita internazionale delle aziende, garantire un più facile accesso ai prodotti assicurativo-finanziari offerti da SACE, attrarre nuovi buyers esteri e favorire il coinvolgimento delle imprese aderenti in progetti di export di filiera.

FINCO, con 38 Associazioni federate, rappresenta oltre 5.000 aziende, prevalentemente Pmi che operano a diversi livelli nel comparto costruzioni e manutenzione. Aziende interessate ad approcciare i mercati esteri, il “Polo unico” attraverso il quale accedere a una gamma integrata di prodotti e servizi assicurativo-finanziari per soddisfare le diverse esigenze connesse all’export e all’internazionalizzazione. Le aziende aderenti a FINCO potranno beneficiare dei prodotti e dei servizi di SACE, anche per progetti di export di filiera: finanziamenti per l’internazionalizzazione; agevolazioni sui tassi d’interesse; assicurazione delle vendite dal rischio di mancato pagamento; partecipazione al capitale per piani di sviluppo esteri; sostegno e protezione degli investimenti esteri; garanzie fideiussorie per gare e commesse; anticipazione dei crediti vantati verso i clienti italiani ed esteri tramite il factoring.

L’intesa prevede anche il rafforzamento dei canali di comunicazione e dello scambio di informazioni tra SACE e FINCO attraverso attività quali l’organizzazione di incontri di approfondimento e formazione in materia di internazionalizzazione con focus dedicati a nuove geografie ad alto potenziale; la partecipazione di SACE alle principali iniziative in materia di internazionalizzazione promosse dalla Federazione; la condivisione delle analisi di SACE, periodicamente condotte sui mercati esteri.

“Le imprese aderenti alle Associazioni federate a FINCO hanno una dimensione media ridotta”, ha rilevato la presidente FINCO Carla Tomasi (nella foto), “Un motivo per cui questo accordo è utile nel processo di “accompagnamento” di tali imprese verso i mercati esteri, in particolare extra europei. Al momento la quota lavori svolti all’estero del complesso delle imprese associate è in media di poco superiore al 10%, con particolare riferimento a Sud America, Paesi del Golfo, Nord Africa, Russia e Turchia. Confidiamo che tale percentuale possa raddoppiare nel triennio”.

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