L’attuazione della direttiva Europea sui pagamenti della Pa non basta per fare ripartire l’economia

Con l’approvazione del Decreto Legislativo che recepisce la Direttiva Europea 2011/7/UE sui ritardati pagamenti nelle transazioni commerciali, da gennaio 2013 la pubblica amministrazione avrà a disposizione 30 giorni per sanare i suoi debiti con le imprese. “Il problema dei ritardi nei pagamenti è ormai diffuso in tutti i settori. E’ da decenni che le imprese lamentano il fenomeno, senza alcun ritorno di soddisfazione e il segnale negativo di subordinarietà che lo Stato ha attribuito di fatto al problema ha viziato i comportamenti tanto da generare un modello culturale (negativo) diffusosi a vari livelli di impresa. Nel nostro settore, dove la fornitura di beni e servizi in Sanità incide per il 62% del fatturato, il disagio dei pagamenti, associato alla crisi e alla riduzione dei corrispettivi, ha generato grosse difficoltà che purtroppo stanno producendo un impatto importante sulla produttività e sull’occupazione”, ha spiegato Patrizia Ferri, segretario generale di Assosistema, associazione del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini – L’attuazione della Direttiva Europea è senza dubbio un primo segnale importante, soprattutto a fronte degli enormi sacrifici che il Governo sta chiedendo alle imprese. Non è però sufficiente a far ripartire l’economia che ha bisogno di rigore e razionalità di spesa, ma anche di investimenti importanti in termini di infrastrutture, comunicazione e qualità dei servizi. Nessuno sviluppo riteniamo sia possibile se le imprese, cuore della società moderna, soffrono e rischiano di cessare l’attività proprio a causa dello Stato che, al contrario, dovrebbe affiancarle e contribuire alla loro crescita. E’ sicuramente un segnale di inversione di tendenza da considerare positivamente. Ma non basta. Dobbiamo restituire alle imprese e ai cittadini fiducia nel futuro”.

Assosistema, unico soggetto di rappresentanza della categoria, riunisce le imprese svolgenti le attività di: sanificazione e/o sterilizzazione dei dispositivi tessili; sanificazione e sterilizzazione dello strumentario chirurgico; fabbricazione dispositivi medici sterili per interventi chirurgici; fornitura, ricondizionamento, manutenzione e ripristino degli indumenti di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale; servizi tessili affini. Ha assunto la sua attuale denominazione a giugno 2009 con l’obiettivo di dare voce a tutte quelle imprese che, in virtù delle caratteristiche di omogeneità e contiguità dei processi industriali, si riconoscono nel sistema.

Lascia un commento

Top