Ricoh e la sfida delle soft-skill

Softskills

Nelle aziende di oggi si va oltre il “potenziale tecnico” per portare in primo piano l’intuizione, l’immaginazione e le altre cosiddette soft-skill.
Nello studio Il futuro degli ambienti di lavoro, sponsorizzato da Ricoh e condotto dall’Economist Intelligence Unit, Ian Stewart, Chief Economist di Deloitte, afferma: “i lavori più richiesti nel futuro saranno quelli che richiedono creatività, capacità di prendere decisioni, emotional intelligence e flessibilità”. Le aziende ricercheranno sempre più persone con attitudine al problem solving e che siano in grado di lavorare in gruppo.
Grazie all’automazione delle attività e dei processi, i dipendenti e le aziende hanno più tempo da dedicare allo sviluppo di nuove idee. Nella ricerca 7 intervistati su 10 hanno affermato che: “Le imprese devono puntare all’automazione in modo che i dipendenti possano dedicarsi a progetti a valore aggiunto”.
Solo un manager su dieci è invece convinto che le aziende dovrebbero evitare di automatizzare. Quasi il 90% del campione è convinto che le soft skill dei dipendenti, ad esempio la creatività e le capacità comunicative, siano fondamentali per il successo dell’azienda.
In questo contesto, in cui a contare sono le soft-skill cambiano anche le competenze dei manager. Un terzo del campione d’indagine dello studio è convinto che i manager debbano riuscire a valorizzare i talenti e la loro creatività in modo da contribuire al successo dell’azienda. Sono quindi necessari manager che sappiano far crescere le persone del proprio team e sviluppare un ambiente che favorisca la dinamicità e il lavoro collaborativo. Le aziende più competitive dovranno capire come valutare, motivare, premiare e gestire le persone alla luce del nuovo contesto.

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