Ricoh presenta la Generazione Z

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Le imprese devono correre ai ripari per prepararsi all’ingresso della Generazione Z. Potrebbe sembrare troppo presto, dal momento che questi giovani hanno dai 19 anni in giù, ma in realtà non lo è come emerge da una ricerca commissionata da Ricoh Europe a Coleman Parkes.
Le imprese dovrebbero iniziare a pensare a questi giovani e a quale sarà l’impatto nel mondo lavorativo, soprattutto in relazione alle “vecchie” generazioni.

Flessibilità e collaborazione sotto i riflettori

La Generazione Z è ottimista riguardo al mondo lavorativo: il 73% degli intervistati di questa generazione pensa che le aziende in cui lavoreranno in futuro saranno in grado di soddisfare le loro esigenze. La percentuale nelle altre generazioni scende al 48%. Inoltre il 65% dei giovani appartenenti alla Generazione Z si aspetta di portare grandi cambiamenti nelle imprese, grazie ad esempio alle proprie competenze digitali e tecnologiche e a nuovi modi di pensare.
Dalla ricerca Ricoh emerge che:
il 30% degli intervistati della Generazione Z ritiene la mancanza di flessibilità di orario un motivo di frustrazione; la percentuale scende al 13% nei Baby Boomer, al 17% nella Generazione X e al 20% nei Millennial
il 43% ritiene insostenibile una mancanza di comunicazione tra colleghi
il 28% degli intervistati della Generazione Z, rispetto al 10% delle generazioni precedenti, è attratto da aziende che mettono a disposizione dei dipendenti tecnologie che permettono di lavorare in modo più efficiente

Ambiente di lavoro multigenerazionale: come prepararsi?

Risulta chiaro che le aziende per non deludere le aspettative della Generazione Z si trovano ad affrontare una serie di sfide per quanto riguarda ad esempio la gestione delle informazioni e delle comunicazioni tra dipendenti.
La tecnologia è senza dubbio il punto di partenza: essendo nata in un mondo fortemente interconnesso, la Generazione Z si aspetta di trovare nelle aziende comunicazioni istantanee e collaborazione aperta. Le aziende in grado di innovare introducendo sistemi che incoraggino l’interazione e facilitino i processi di condivisione delle informazioni riusciranno quindi ad attrarre i migliori talenti. Ma non solo: le organizzazioni devono rivedere la propria mentalità e guardare oltre il profitto, dal momento che dallo studio Ricoh emerge cha la Generazione Z è attratta da aziende in cui possa sentire di “fare la differenza per il mondo”.
La maggior parte dei lavoratori intervistati (88%), appartenenti a tutte le generazioni, ritiene che un ambiente di lavoro multigenerazionale rappresenti un grande potenziale per l’azienda in termini ad esempio di innovazione. Affinché si realizzi il potenziale di questa eterogeneità è però importante che le organizzazioni inseriscano tra le priorità la trasformazione necessaria ad accogliere e valorizzare la Generazione Z.

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