Netcomm: l’ecommerce diventa mobile

Gli acquirenti online italiani hanno compiuto in media più di un acquisto al mese nel 2014. La frequenza di acquisto è cresciuta in modo significativo nell’ultimo trimestre dell’anno e ha portato al risultato di oltre 200 milioni di transazioni nel 2014. Il 40% degli acquisti del quarto trimestre riguarda beni non materiali, mentre il 60% degli acquisti online mette in movimento un bene fisico.
Nella stagione estiva il peso dei servizi è maggiore, grazie al contributo della categoria di viaggi e turismo. Negli ultimi sei mesi tre acquirenti online su quattro (75%) hanno acquistato in Rete utilizzando esclusivamente il sito Web.

Negli anni recenti si sta affermando una nuova modalità di acquisto a distanza, sempre online ma non sul Web, bensì via App su dispositivi mobili. Tra i 16 milioni di acquirenti online degli ultimi sei mesi si rileva che il 18,3% di essi ha fatto almeno un’esperienza di acquisto utilizzando un’App su Smartphone e l’11,5% di essi almeno un acquisto utilizzando un’App su Tablet. In pochi casi gli acquirenti online degli ultimi mesi hanno compiuto i propri acquisti utilizzando unicamente le App dei merchant sui dispositivi mobili (l’1,0% per gli utilizzatori di Tablet e l’1,6% per gli utilizzatori di Smartphone).

Sono questi alcuni dei dati presenti nella quarta rilevazione trimestrale di fine gennaio dal titolo “Net Retail – Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm con il supporto di Human Highway e in partnership con Banzai, Postecom e QVC.
“L’acquisto online continua a essere per chi compra un’esperienza convincente”, afferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “La soddisfazione espressa dagli acquirenti in merito a tutto l’iter di acquisto online si attesta sulla votazione 8,5, in costante crescita da quando rileviamo questo parametro (aprile 2011 in cui era 8 il voto medio). Questo indicatore riassume il successo della modalità di acquisto a distanza attraverso la Rete: chi inizia ad acquistare online non smette più e, anzi, compra progressivamente in categorie di prodotti sempre diverse e diventa egli stesso promotore del nuovo stile di acquisto presso le persone che non hanno ancora fatto l’esperienza”.

Dispositivi su cui si fanno acquisti online

Dispositivi su cui si fanno acquisti online

La frequenza media di acquisto nell’ultimo trimestre è stata pari a 3,4 transazioni per acquirente nei tre mesi (poco più di una al mese). La diversa frequenza di acquisto consente di distinguere tra acquirenti abituali (almeno una volta al mese) e acquirenti sporadici (uno o due acquisti nel trimestre). Tale segmentazione mostra che il mercato è sostanzialmente guidato dal segmento degli acquirenti abituali: 11 milioni di individui che generano la quasi totalità del valore del Net Retail. La spesa media degli acquisti di servizi e beni digitali è superiore rispetto a quella per i beni fisici. La prevalenza di transazioni relative ad acquisti di prodotti fisici è attenuata quando si passa a considerare il valore delle due categorie.
La crescita del valore complessivo del Net Retail nel 2014 è stata pari al 22,1% rispetto all’anno precedente. La dinamica di crescita era già sostenuta nei due anni precedenti (di poco inferiore al 20% nel 2012 e nel 2013) e ha conosciuto una ulteriore accelerazione a partire dall’autunno del 2013 lungo tutto il 2014. La frequenza di acquisto di prodotti fisici cresce a un ritmo superiore rispetto a quanto avviene per i servizi e i beni digitali. Il valore del Net Retail, nonostante la crescita impetuosa e i volumi significativi, è ancora un piccolo fenomeno, confinato a poco
più del 2% del valore complessivo dei consumi delle famiglie italiane (abitazione esclusa).  Il forte interesse verso gli acquisti
a distanza è giustificato dal fatto che
se la crescita continua con un tasso vicino
al 20% Y/Y, nel 2020 il Net Retail in Italia varrà 50 miliardi di euro, il 7% dei consumi al dettaglio.

Il valore degli acquisti per categoria disegna una distribuzione concentrata in poche categorie: in testa i prodotti di viaggi e turismo, seguiti dall’elettronica, nelle diverse famiglie di prodotti, i servizi assicurativi, l’abbigliamento e gli accessori. È evidente l’effetto stagionale sulla distribuzione della spesa: a dicembre tornano prevalenti i prodotti a scapito dei servizi in seguito alla riduzione dell’incidenza dei servizi turistici dopo l’estate. Le prime due categorie sono legate ai viaggi e al turismo e generano a dicembre il 26% del valore degli acquisti online, in calo rispetto al 41% rilevato dopo l’estate (ma era il 33,8% a giugno e il 25,2% di marzo). Le prime cinque categorie sviluppano circa metà dell’intero valore del mercato (il 49,6% , in calo rispetto al 58,7% di settembre, ma era il 57,6% a giugno e il 49,8% a marzo). Il 57,7% degli acquisti online autunnali è generato da prodotti e il 42,3% da servizi e beni digitali. Tra le categorie di prodotti cresciute di più negli ultimi anni si segnalano l’abbigliamento e le calzature, gli elettrodomestici, i prodotti alimentari e i servizi online a pagamento (App e acquisti in-App inclusi).

Il profilo di chi compra – Il profilo di età degli acquirenti online presenta un fenomeno popolato in particolare nelle fasce centrali (25-44 anni), in modo ancor più pronunciato per gli acquirenti abituali. Gli acquirenti sporadici sono più numerosi nella fascia di 55 anni e oltre. Il profilo di età degli acquirenti online è molto più giovane della media della popolazione italiana e si concentra nelle fasce centrali di età (25-44 anni). L’11,4% degli acquirenti abituali ha più di 54 anni, a fronte del 38,1% dell’intera popolazione.
L’utenza Internet italiana è leggermente più popolata da uomini e questo si riflette nella composizione degli acquirenti abituali: nel 59% uomini rispetto alla media italiana del 48%. Tra gli acquirenti online abituali la concentrazione di laureati è tre volte superiore alla media della popolazione.
Gli acquirenti online abituali si concentrano nei grandi centri urbani: al crescere della dimensione del centro di residenza cresce la concentrazione di acquirenti online nella popolazione. Nei piccoli centri (meno di 10mila abitanti) si trova 1 acquirente online ogni 5,8 individui, nei grandi centri 1 ogni 2,1.

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