Recupero e custodia dei veicoli sottoposti a sanzioni amministrative costano troppo

Federtelservizi-Confcommercio chiede a gran voce di annullare la gara indetta dal Ministero dell’Interno e dall’Agenzia del Demanio per l’affidamento del servizio di recupero, custodia e acquisto dei veicoli sottoposti a sanzioni amministrative ai sensi del Codice della Strada. Motivo? “Tralascia completamente le problematiche attuali del settore. Con questa gara”, si legge nella nota di Federtelservizi-Confcommercio, “si prosegue nell’applicazione di un sistema di regolamentazione che, a quasi un decennio dall’introduzione della riforma degli artt. 213 e 214 del Codice della Strada, si è dimostrato sia critico per le imprese del comparto con la chiusura di oltre 2 mila aziende sia inefficace ed eccessivamente oneroso per l’Erario, anche in virtù della mancata uniforme applicazione della normativa sull’intero territorio nazionale”. Per Federtelservizi-Confcommercio insistendo su questa strada si rischia il definitivo collasso del settore, con la perdita di circa 4 mila posti di lavoro, e l’aumento della spesa pubblica per una cifra pari a circa 1 miliardo di euro. Anche l’ANCSA (Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli) – sottolinea Federtelservizi – ha chiesto, presentando ricorso al TAR del Lazio, l’annullamento della gara, lamentando le criticità pure da noi evidenziate e rinvenendo oltretutto una serie di illegittimità nella formulazione del bando, tali da non consentire una consapevole presentazione dell’offerta con una conseguente difficoltà per la commissione esaminatrice di una efficace comparazione tra i partecipanti.

Inoltre, la gestione effettuata dai primi 40 custodi acquirenti individuati nel 2008 ha generato nei tre anni successivi debiti per l’Erario pari a circa 300 milioni di euro, cifra che, in quanto soggetta alla maturazione di interessi legali, è destinata a crescere quotidianamente. La gara, indetta dal Ministero, che mira ad individuare nuovi custodi acquirenti per 74 province italiane provocherà, dunque, un ingente aumento della spesa pubblica, senza apportare soluzioni efficaci per il sistema. Mai come oggi è, invece, necessario un intervento incisivo per una nuova ed efficiente riforma del comparto perché alla luce dell’attuale scenario, gli obiettivi prefissati con la riforma del 2003 appaiono essere stati palesemente disattesi. Infatti, il problema della lunga permanenza, presso i custodi acquirenti autorizzati, di un gran numero di veicoli sottoposti alle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada ha assunto proporzioni particolarmente preoccupanti.

Si avverte, quindi, sempre più forte – conclude la nota di Federtelservizi-Confcommercio – la necessità e l’urgenza di rimuovere questi mezzi dai depositi sia perché costituiscono rifiuti da smaltire secondo le vigenti disposizioni di legge in materia, sia per gli elevati oneri che gravano sulla finanza pubblica, legati al pagamento delle spese di custodia relative al periodo di giacenza dei veicoli. Peraltro, tempi lunghi per la definizione dei procedimenti sanzionatori e notevoli difficoltà procedurali ed operative per la vendita o per la radiazione di questi veicoli sono ulteriori concause dell’attuale crisi del comparto.

 

 

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