REbuild: le infrastrutture fanno bene al territorio

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Oggi la spesa per le infrastrutture è al livello più basso dal 2000 a testimonianza che, oltre alla congiuntura economica, anche il valore attribuito alla riqualificazione delle infrastrutture è entrato in crisi. Un declassamento che conferma il rischio che molte infrastrutture, da opportunità per i territori, si trasformino in ostacoli allo sviluppo.

La riqualificazione di un’infrastruttura, infatti, può rendere possibile operazioni di ripristino di aree e quartieri grazie all’aumento dei valori fondiari o dell’attrattività dell’area stessa. Ma l’impossibilità di rinnovare l’infrastruttura può rappresentare anche un freno a processi di riqualificazione, che non troverebbero riscontro se il contesto infrastrutturale che li circonda resta mediocre.

Esistono però esempi virtuosi che dimostrano quanto sia possibile e vantaggioso puntare sulla rigenerazione. Alcune delle più interessanti best practice saranno presentate a REbuild, convention nazionale sull’innovazione della riqualificazione e della gestione immobiliare che si svolgerà a Riva del Garda il 25 e 26 giugno.

Tra i casi più eclatanti a livello europeo in termini di sostenibilità e dialogo con il territorio c’è, per esempio, quello della A22.
Prima autostrada italiana a dotarsi di una stazione di servizio che effettuava la raccolta differenziata e la compattazione dei rifiuti in back office, oggi è impegnata nella realizzazione dell’idrogenodotto che da Modena arriva in Germania appoggiandosi proprio alla sua dorsale.

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