Milano con il fiatone, anche nel 2016

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Anche nel 2016, la speranza per l’economia milanese sarà legata all’export (e agli stranieri): i timidi segnali positivi che si intravedono quest’anno, anche legati all’Esposizione Universale, non porteranno né a una crescita massiccia del numero di imprese né a una concreta riduzione della disoccupazione, che resterà appena sotto l’8%. Questa la conclusione a cui è arrivata la Camera di Commercio di Milano, che ieri ha diffuso il 25° rapporto annuale “Milano Produttiva”.

Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di impresa è pari a 973 unità, in crescita rispetto al primo trimestre dello scorso anno (783) per un tasso di crescita trimestrale del +0,27%, rispetto al +0,22% del 2014. Diminuiscono leggermente le cessazioni d’impresa (6.430 contro 6.472). A far segnare la maggiore crescita è il settore dei servizi, in particolare il macro comparto delle attività connesse al noleggio, alle agenzie viaggio e ai servizi alle imprese (+6,8%, 901 unità), il settore delle attività finanziarie e assicurative (+4,1%, 375 imprese), i servizi di alloggio e ristorazione (+3,4%, 579 unità) e quelli legati alle attività di informazione e comunicazione (346 imprese, +2,7%).
L’interscambio nei primi tre mesi del 2015 cresce del +4,1% dal primo trimestre 2014, ma se l’import cresce, l’export tiene. Importazioni in crescita del 7%, export – 1%.

Le notizie peggiori arrivano dall’indice occupazionale. Secondo le previstioni dei dati Excelsior le assunzioni saranno 45mila nel 2015, a fronte di 44mila uscite, mille posti in più. Quest’anno un’impresa su sette aprirà nuove posizioni (il 15,3% contro 11,7% del 2014) e si assumerà soprattutto nei servizi alle imprese e persona, accoglienza e ristorazione (+1.290 assunzioni) mentre è stabile l’industria, per un lavoro sempre più flessibile: sono previsti 3mila collaboratori in più.
Soffre ancora il mercato interno soprattutto l’artigianato manifatturiero (-2,8% gli ordini), il commercio (-1,5% il volume di affari) e i servizi alla persona (-3%). La ricchezza totale prodotta e il reddito totale disponibile registrano un lieve aumento (+0,5% e +0,9%) anche se dimuisce il reddito disponibile procapite, da 30,4 mila euro del 2011 a 29,3 mila euro del 2014. Un dato in miglioramento nel triennio 201-2016: +1,2% il valore aggiunto e +1,9% il reddito disponibile trainati dall’interscambio estero e dai servizi anche se resteranno le difficoltà nel mercato del lavoro.

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