Rapporto Coop 2015: persi 8000 pdv

Rapporto Coop 2015

Il Rapporto Coop 2015, redatto dal Settore Economico e Ufficio Studi di Coop, ci dice che la recessione è finita, ma è costata alle famiglie italiane dal 2007 a oggi 122 miliardi di euro (47 miliardi di minori risparmi e ben 75 miliardi di minori consumi). Una ripresa, lenta e anomala, è comunque in atto.
Per quanto riguarda la distribuzione, il 2014 ha segnato la più ampia riduzione del numero di punti vendita al dettaglio dall’inizio della crisi. Nell’ultimo anno il saldo tra aperture e chiusure ha determinato una riduzione della rete di poco meno di 8000 punti vendita, l’1% dell’intera rete italiana in sede fissa, con una diminizione di quasi 590000 metri quadrati in un solo anno.
Non tutti i comparti, però, si sono mossi nella stessa direzione e con la stessa intensità. Subiscono una riduzione più ampia i negozi dei comparti più tradizionali del non alimentare e di quelli maggiormente segnati dalla crisi dei consumi (il tessile-abbigliamento, l’arredamento, l’editoria, il faidate), diminuiscono poi i negozi despecializzati del food e del non food. In questo contesto, però, si affermano anche dei trend positivi.
Aumentano i punti di vendita legati al mondo del tecnologico e del digitale, crescono i settori oggetto delle più recenti liberalizzazioni (farmaci e carburanti), si afferma una nuova tendenza alla specializzazione.
 I negozi alimentari specializzati nel 2014 sono aumentati dell’1,3% con un saldo di +1.188 unità. Crescono ancora le forme di commercio più flessibili, sia quelle più tradizionali (l’ambulantato, +3,1% in un anno), sia le forme più moderne del commercio online (+11,2% i nuovi retailer attivi solo via internet).
Il dettaglio è anche uno dei settori di accesso per l’imprenditoria dei nuovi italiani. Le attività commerciali gestite in forma di impresa individuale da extracomunitari sono 150.000, oltre il 15% del totale.

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