Qual è la potenza economica più dirompente degli ultimi dieci anni?

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La risposta al titolo è scontata: le donne. “Le donne non sono forse la potenza economica più dirompente degli ultimi decenni? Devono diventare volano di sviluppo mondiale e un G7 delle donne può e deve diventare il nuovo luogo della leadership femminile per cambiare passo. Siamo pronte e vogliamo che la proposta venga dall’Italia, un Paese in cui le donne sono risorsa determinante per la crescita”. 

E’ quanto emerge dalla XVII Edizione di Donna Economia e Potere concluso a Macerata con l’intervento di Sesa Amici, sottosegretario del Ministero delle Riforme Costituzionali e dei Rapporti con il Parlamento. “Come sapete”, ha detto Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, “a fine maggio i ministri dell’economia delle 7 nazioni più ricche del mondo saranno a Taormina per il G7. Sette proposte per cambiare passo è lo slogan della XVII Edizione di Donna Economia & Potere: il cerchio si chiude. Dalle Marche faccio il mio appello a Renzi per il G7 delle donne, partendo proprio dalle Marche. “Le donne sono una risorsa fondamentale e distintiva nell’organizzazione aziendale. Come gruppo”, aggiunge Stefano Barrese, responsabile divisione Banca Dei Territori di Intesa Sanpaolo, “abbiamo già avviato un processo di valorizzazione di genere inserendo in molti ruoli chiave manager donne e avviando una politica di welfare che tiene conto delle esigenze del personale femminile. Dal dibattito sono emerse alcune idee concrete per agevolare le imprese che investono sul lavoro femminile. In particolare, oltre alla richiesta di rendere più coerente l’organizzazione del lavoro ai tempi della vita delle donne lavoratrici, anche con interventi legislativi delle istituzioni centrali e locali, è emersa la necessità di incentivare fiscalmente le imprese che aumentano la quota di donne dipendenti. La proposta di riconoscere, da parte delle banche, un beneficio in termini di accesso al credito a quelle imprese che portano avanti una politica di riequilibrio del management valorizzando la professionalità femminile”.

E ancora, dagli altri tavoli: defiscalizzazione del welfare aziendale concentrata sul sociale per aumentare i fondi sulle attività di conciliazione; sviluppo di un’infrastruttura intermodale per favorire il decentramento dell’offerta culturale; massiccio investimento sul digitale per comunicare la qualità dei prodotti agroalimentari italiani e agevolarne la commercializzazione; educazione alla cittadinanza per risvegliare la partecipazione politica, occupazione femminile come strumento di prevenzione e uscita dalla violenza di genere; pubblica amministrazione come volano di innovazione.“Non esiste democrazia senza partecipazione e consapevolezza. La trasversalità”, ha concluso il sottosegretario Sesa Amici, “è la consapevolezza che quando si hanno ruoli pubblici bisogna costruire alleanze per tutti, come ha fatto Lella Golfo con la legge sulle quote di genere e come siamo chiamate a fare tutte noi donne per cambiare passo. Perché le donne sono il grande soggetto politico del cambiamento.”

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