Un italiano su 2 vorrebbe andare a vivere in campagna. Lo dice una ricerca condotta dal Polli Cooking Lab

Stanchi dello stress delle grandi metropoli (68%) e nostalgici della tranquillità dei luoghi della giovinezza (32%), gli italiani riscoprono l’amore per la terra e la voglia di vivere a contatto diretto con la natura. Altro che isole caraibiche, oggi il sogno proibito di un italiano su 2 è la campagna. Cosa rende unici questi territori? Per 7 su 10 sono i prodotti tipici alimentari a creare l’identità precisa di un luogo, più di patrimonio artistico (56%) e paesaggistico (54%). Rimpiangono i luoghi dove sono cresciuti, ricercano la tranquillità e il contatto con la natura, sono stanchi dei ritmi di vita delle grandi metropoli. Se potesse scegliere, quasi un italiano su due (46%) si trasferirebbe subito in campagna. I motivi? Si ha bisogno di staccare la spina dalla frenesia quotidiana (68%), si vuole respirare un ambiente pulito (42%) e si ha voglia di rivivere i tempi spensierati della gioventù (32%). Per questo la maggior parte degli italiani decide di recarsi quasi ogni week end presso le località di campagna (38%) e sarebbe disposta a rinunciare a comfort tecnologici (58%) e vita mondana (51%) pur di riappropriarsi dei profumi e dei sapori tipici della terra. Cosa rende uniche queste località? I prodotti tipici alimentari (69%) battono patrimonio artistico (56%) e paesaggistico (54%).

E’ quanto emerge da uno studio condotto dal Polli Cooking Lab, l’osservatorio internazionale sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, realizzata mediante la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio on line sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 1200 utenti tra i 25 e i 55 anni per analizzare il rapporto tra gli italiani e la campagna.

Che rapporto hanno gli italiani con il luogo dove vivono?

Solo il 12% si dichiara soddisfatto, mentre il 32% rimpiange i luoghi dove è cresciuto e il 28% preferirebbe vivere altrove. C’è chi si ritiene insoddisfatto, ma per diversi motivi decide comunque di restare dove vive (24%). Se si potesse scegliere, dove si vorrebbe andare a vivere? L’isola deserta (30%) non è la meta più gettonata: oggi è la campagna con i suoi profumi e la sua tranquillità il vero sogno proibito per quasi un italiano su due (46%). Il perché? La volontà di staccare la spina dallo stress cittadino (68%), la ricerca di tranquillità (51%) e il voler stare a contatto diretto con la natura, respirando aria pulita (42%) sono le motivazioni più gettonate. “Andare a vivere in campagna è il mio sogno perché amo coltivare e potrei sbizzarrirmi nel fare cose che faccio a casa ma in maniera ridotta” e “vivendo in campagna si ha l’accesso a molti più spazi aperti, l’aria non è inquinata come quella che si trova nel bel mezzo di una città spesso molto trafficata” sono alcuni tra gli interventi più ricorrenti sul web.

Quanto tempo si trascorre durante l’anno nelle località di campagna?

La maggioranza sui vari social network e blog ammette di approfittare principalmente dei week end (38%). Altri invece ritrovano il contatto con la terra e i suoi sapori tutte le volte che sono in ferie (30%) o attendono la stagione estiva (22%). Cosa viene subito in mente quando si pensa alla campagna? In primis la qualità e la genuinità dei prodotti della terra (78%), mentre ai più nostalgici viene in mentre la spensieratezza adolescenziale (67%). “Ogni volta che penso alla campagna mi torna alla mente la mia adolescenza, quando alla villa dei miei nonni passavo giornate intere a giocare con i miei cugini a contatto con la natura” o “La vita di campagna mi fa ripensare all’aria pulita, ai profumi legati alla terra e alla natura, ad un tenore di vita più sano e salutare” sono alcuni tra i pareri più ricorrenti nei vari blog e social network. I valori associati alla campagna? Soprattutto naturalità (65%), salute (57%), benessere interiore (42%).

Ma cosa si sarebbe disposti a rinunciare, pur di andare a vivere in campagna?

La maggioranza (58%) farebbe volentieri a meno dei confort tecnologici di cui si dispone all’interno delle proprie abitazioni cittadine. Altri rinuncerebbero a qualche uscita in più la sera (51%) o alla comodità di fare la spesa sotto casa (43%), mentre i più “coraggiosi” rinuncerebbero alla possibilità di guadagnare di più (38%). Cosa ostacola la possibilità di andare a vivere in campagna? La maggior difficoltà emersa in rete riguarda le ambizioni lavorative (61%), poco compatibili con chi decide di trasferirsi in una zona rurale. I più pigri non riescono a rinunciare alle comodità e agli agi che solo la città offre (55%), mentre altri temono di sentirsi isolati dal resto del mondo (47%). Sui blog come all’interno dei social network, l’amore per la terra e il desiderio di vivere in campagna la fanno da padrona.

Ma cosa rende un territorio unico e particolare?

Secondo la maggioranza (69%) sono i prodotti tipici alimentari a creare l’identità precisa di un luogo. Seguono il patrimonio artistico (56%), con monumenti e opere d’arte capaci di caratterizzare qualsiasi realtà territoriale lungo lo Stivale, ed il patrimonio paesaggistico (54%).

Che i prodotti tipici locali siano i primi ambasciatori dei valori di un territorio lo conferma anche Andrea Bucci, agronomo e caporedattore di Intersezioni, l’organo di informazione e cultura professionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi. “Tra i Paesi dell’Unione Europea l’Italia vanta il maggior numero di prodotti agroalimentari riconosciuti con la qualifica di denominazione d’origine protetta (DOP), indicazione geografica protetta (IGP) e specialità tradizionale garantita (STG). Dai salumi ai formaggi, dai vini alle conserve, dall’ortofrutta agli oli, si tratta di produzioni dall’elevato valore aggiunto. La crescente sensibilità del consumatore sulle tipicità è di grande stimolo per l’ulteriore sviluppo di quelle filiere agroalimentari che, specie nelle aree rurali meno avvantaggiate, rappresentano un importante fattore di sviluppo economico, sociale e culturale”.

Parlando di prodotti tipici, quali sono i più celebrati in rete?

Ai primi posti troviamo verdure (68%) e vini (57%), quindi salumi (54%) formaggi (49%), frutta (44%) e carne (38%).

 

 

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