Il progetto Cyberlegs muove i primi passi

Sono pronte le gambe bioniche, risultato del primo progetto al mondo che unisce protesi e robot indossabili, come esoscheletri, per far camminare senza fatica persone che hanno subito amputazioni. E il merito di questa innovazione assoluta nel mondo della robotica è targato italiano.

Il progetto europeo Cyberlegs, infatti, è coordinato dall’Italia, con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e i risultati saranno illustrati nel meeting con i rappresentanti della Commissione Europea e con i revisori tecnici, in programma martedì 17 marzo alla Fondazione Don Carlo Gnocchi a Firenze.
I risultati concreti, infatti, ci sono già. Dopo i due anni di studio, negli ultimi mesi sono state 11 le persone che hanno già provato le gambe bioniche.

Il progetto è finanziato nell’ambito del settimo programma quadro dalla Commissione Europea ed è sviluppato in collaborazione tra l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna (soggetto coordinatore), la Fondazione Don Gnocchi e partner europei come l’Università di Lubiana (Slovenia), l’Università Cattolica di Louvain (Belgio), la Libera Università di Bruxelles (Belgio).
Fino al 2013, mese in cui è stata nominata ministro per l’Istruzione, Università e Ricerca, coordinatrice di Cyberlegs è stata Maria Chiara Carrozza.

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