Prodeitalia : chi paga la crisi delle Pmi? Leggi l’identikit

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Prodeitalia chi paga il prezzo più alto della crisi insieme alle Pmi. Il 15% tra artigiani, lavoratori dipendenti e commercianti si rivolge a strutture per l’esdebitazione e solo il 5% delle aziende dichiara la crisi d’impresa prima del fallimento.

Hanno un’età media di quasi 51 anni, sono soprattutto uomini si sono ritrovati strozzati dai debiti con le Banche o con Equitalia a seguito di un evento imprevisto: una malattia, una separazione, un incidente, la perdita del lavoro o per far fronte alle spese del matrimonio di un figlio. Il più delle volte quando chiedono aiuto lo fanno di nascosto perché si vergognano di essere giudicati. Sono per lo più commercianti, artigiani e lavoratori dipendenti e per il 56% appartengono alle Regioni del Centro-Nord.

E’ l’identikit tracciato dall’Osservatorio Prodeitalia creato all’interno dell’omonimo Progetto da una squadra di professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro) che in tutta Italia si sono uniti dando vita all’Associazione Csi-Kronos. L’Associazione ha voluto descrivere le persone che si rivolgono ai professionisti presenti nelle varie Regioni d’Italia o sul sito internet www.prodeitalia.it al fine di capire meglio la situazione della crisi che molti italiani stanno sicuramente ancora vivendo a prescindere dai messaggi rassicuranti che arrivano dal Governo. Dai dati emerge che il 15% tra artigiani, lavoratori dipendenti e commercianti si rivolge a strutture come Prodeitalia e solo il 5% delle imprese dichiara la crisi d’impresa prima del fallimento per poter entrare nella procedura di esdebitazione.

“Gli italiani non si ritrovano affatto nei dati tranquillizzanti dei sondaggi divulgati dalle istituzioni”, dice Francesca Scoppetta, ideatrice del Progetto Prodeitalia, insieme all’Avvocato José Giovambattista Carretta. “Da quando abbiamo dato il via al progetto si sono rivolte a noi centinaia di persone. La loro condizione è in alcuni casi drammatica. Per un evento improvviso, che può in effetti verificarsi nella vita di chiunque, si sono ritrovati a veder lievitare i loro debiti senza più riuscire a farvi fronte. Un circolo vizioso da cui non sanno come tirarsi fuori”. A ritrovarsi strozzati dai debiti non sono ragazzini, magari poco capaci di gestire i propri soldi, o persone che sono solite fare un uso non ponderato del denaro. A pagare il prezzo più alto della crisi in questo momento sono le persone adulte, responsabili, quelle che comunemente vengono definite “persone per bene”.

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Quelle persone che dopo tanto lavoro e sacrifici, a un passo dalla pensione, invece di vivere questa fase della vita con serenità sono costrette, loro malgrado, a ricominciare tutto da capo. Un’analisi confermata anche dalle cronache dei suicidi e che spesso hanno come protagonisti proprio uomini tra i 50 e i 60 anni: capofamiglia costretti a fronteggiare da una parte la condizione del sovraindebitamento e dall’altra quella di guida nonché punto di riferimento per figli e nipoti. Una morsa troppo stretta a cui non tutti reggono.

“Quello che vorremmo si sapesse”, dice Elena Zamuner coordinatrice nazionale del progetto Prodeitalia e l’Avvocato Lario Paccosi responsabile della regione Toscana, nonché membri del comitato giuridico, “è che la via per uscire da questa situazione esiste ed è proprio la legge italiana a fornirla. Ci si può salvare. Con la legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione. Assistiamo sia le aziende che i cittadini che almeno in una prima fase hanno bisogno di essere guidati. I nostri professionisti offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sulle possibilità che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti in maniera che chi é stato in difficoltà possa continuare poi a camminare da solo”.

Se solo una piccola percentuale (5%) di aziende si rivolge a network di professionisti come Prodeitalia, nonostante il nuovo ddl Rordorf nasca con l’obiettivo di facilitare la procedura di esdebitamento e a scongiurare il fallimento, significa che la maggior parte degli imprenditori stenta ancora a dichiarare il reale stato finanziario dell’azienda, spesso per timore di finire nelle blacklist del Registro delle imprese o di restare impantanato nelle pastoie burocratiche. “Eppure la soluzione c’è – spiegano da Prodeitalia – e le procedure di allerta e mediazione possono essere seguite scrupolosamente da una rete di professionisti specializzati”.

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