Maurizio Danese apre il nuovo ciclo di Veronafiere

Danese

Continuità nei progetti già avviati, rafforzamento degli asset locali nel segno del dialogo con i soci e nuovo sviluppo a livello internazionale. Sono le linee programmatiche esposte dal nuovo presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, che il 29 ottobre è stato presentato alla stampa negli uffici all’Ente di Viale del Lavoro.

“Veronafiere non può prescindere dalla realtà locale di riferimento, dal momento che soltanto a livello regionale genera un indotto stimato in 1,1 miliardi di euro”, ha detto Danese. “Nel mio mandato lavorerò su collaborazione e condivisione, coinvolgendo i soci e il sistema cittadino. Progetti e decisioni saranno frutto di dialogo: dalla gestione dei prodotti fieristici, alle infrastrutture, fino alla viabilità intorno al quartiere”.

Un modello integrato sul territorio che punta a rafforzare il posizionamento di Veronafiere a livello internazionale. “L’attività fieristica oggi deve misurarsi sullo scenario globale”, ha proseguito Danese, “perché è sui mercati esteri che siamo chiamati a operare e competere. Il sistema di relazioni che Veronafiere ha generato dalle rassegne in portafoglio diretto e, non ultimo, dal grande lavoro svolto con il Padiglione VINO – A Taste of Italy all’Expo 2015, sono la vera ricchezza e il patrimonio più importante da gestire per sviluppare nuovo business”.

Veronafiere organizza in media ogni anno più di 40 manifestazioni a Verona e 20 all’estero, in 12 nazioni. L’obiettivo resta favorire l’incoming di espositori e buyer stranieri a Verona e accompagnare oltreconfine le aziende italiane con specifiche iniziative, come il tour di Vinitaly International che copre Stati Uniti, Canada, Australia, Cina, Russia e Corea del Sud, o quello di Marmomacc che presidia Stati Uniti, Brasile, Marocco ed Egitto, anche grazie ai 48 milioni di euro di finanziamenti concessi con il Piano di promozione straordinaria del made in Italy.

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