Sarà Apple a vincere la sfida del Wearable Tech?

L’obiettivo degli smartwatch è quello di limitare al minimo, per non dire azzerare, i momenti in cui è necessario estrarre il cellulare dalla tasca. Lo era per gli smartwatch Android, lo sarà per Samsung e lo è anche per Apple, che ieri ha presentato il suo Apple Watch, che debutterà il 24 aprile in Australia, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Regno Unito e Stati Uniti.

FUNZIONI – Con l’Apple Watch si possono ricevere le notifiche che arrivano dall’iPhone: messaggi, chiamate (si può rispondere sfruttando la connessione con il telefono), social network. Non mancano nemmeno le funzioni come contapassi, gps e le app più popolari, come Shazam.
Ma non solo. Gli Apple Watch vogliono fare un passo in avanti nella digitalizzazione dei servizi: oltre ai pagamenti effettuabili grazie a Apple Pay, gli hotel della catena W permettono tramite chip nfc di entrare nella propria camera con l’orologio, così come sarà possibile superare il controllo in aeroporto mostrando il codice d’imbargo dal polso.

SISTEMA CHIUSO – Come è consuetudine dell’azienda di Cupertino, ogni dispositivo Apple è strettamente legato all’altro. E anche l’orologio sarà così: l’azienda ha infatti deciso di rendere l’Apple watch ‘dipendente’ dall’IPhone: questo gli permetterà di ampliare le sue funzioni e di sfruttarne la connessione. E simile è anche la carica della batteria, visto che il prodotto da polso della mela ha un’autonomia massima di 18 ore.
Tre le versioni disponibili, dallo sport al lusso, che vanno da 349 ai 10mila dollari. In Italia sarà disponibile, si pensa, a partire da maggio

SCOMMESSA – Ma il Wearable Tech è davvero una sfida che si può vincere già nel 2015. Gli analisti si sono divisi: da un lato l’ultima frontiera sembra ancora quella dei Google glass, mentre gli smartwatch appaiono come un compromesso meno invasivo ma molto meno potente da un punto di vista economico.
Ciò nonostante, quest’ultima trovata della Apple promette di incrementare ulteriormente il giro d’affari dell’azienda statunitense, che potrebbe avvicinarsi entro il 2016 al tetto dei mille miliardi di dollari. Non solo grazie ai suoi orologi intelligenti o ai telefonini, ma anche per merito del nuovo MacBook, anch’esso presentato ieri: display da 12 pollici, leggero e sottilissimo, questo nuovo modello rischia di spazzare dal mercato molti concorrenti, compresi i suoi predecessori Apple Pro e Air.

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