Siae alle strette. Antitrust: “Aprire al mercato”

patamu

Patamu.com, startup nata e residente in Italia, con 10.000 artisti iscritti e 25.000 opere depositate, sfida il monopolio della Siae aggiungendo tra i suoi servizi anche quello per l’intermediazione del diritto d’autore, proponendosi come una reale alternativa alla Società Italiana Autori ed Editori.

Ora che anche l’Antitrust critica fortemente la situazione di monopolio dei diritti d’autore nel nostro Paese e chiede di cambiare registro, Patamu.com sfida apertamente la politica di retroguardia adottata da Siae. “La mancata apertura del mercato nazionale della gestione dei diritti d’autore”, scrive l’Antitrust, “limita la libertà d’iniziativa economica degli operatori e la libertà di scelta degli utilizzatori”. Questo il parere inviato dall’Autorità a Parlamento e governo. Secondo l’Antitrust, il recepimento della direttiva Ue in materia è “un’occasione particolarmente rilevante da cogliere per aprire alla concorrenza” il settore, ma il disegno di legge che delega il governo al recepimento delle norme Ue “non prevede espressamente un intervento sul regime di monopolio legale della Siae“.

Fino a oggi, Patamu, realizzata da Innovaetica, ha offerto ai suoi artisti i servizi di protezione dal plagio delle opere, di assistenza legale sulle tematiche del diritto d’autore e di autoriscossione del diritto d’autore, senza però poter fare intermediazione diretta a causa della legge del 1941 che sancisce il monopolio della Siae. Dopo diverse iniziative – la petizione su change.org/aboliamomonopoliosiae per l’abolizione del monopolio, una lettera aperta al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per violazione delle norme sul libero mercato – finora inascoltate, Patamu ha deciso di iniziare a fare intermediazione, guardando direttamente alle direttive europee ed organizzandosi come entità di gestione indipendente per la riscossione dei diritti d’autore dall’Italia, in accordo con quanto previsto dalle nuove normative europee (direttiva 2014/26/UE cosiddetta Barnier).

BONFORTI“Il monopolio Siae è un caso ormai unico in Europa, che va in contrasto con le norme del libero mercato e della libera circolazione dei servizi. Siamo l’unico potenziale competitor italiano della Siae, ma non possiamo raccogliere royalty. Paradossalmente, veniamo penalizzati rispetto agli altri competitor europei proprio perché abbiamo puntato sull’Italia” dichiara Adriano Bonforti, fondatore e ceo di Patamu.com. “Oggi rappresentiamo già 10.000 autori, ma la politica non ha ritenuto utile consultarci. Abbiamo deciso che l’unico modo di essere interlocutori in Italia è iniziare a fare intermediazione, guardando direttamente alle normative europee. Decidere di fare intermediazione dall’Italia è un atto coraggioso. Fondando Patamu all’estero avremmo avuto sicuramente la vita più semplice, ma è solo agendo dall’Italia che possiamo mettere in luce l’ingiustizia nei confronti di tutti gli artisti e dell’industria creativa italiana. La nostra azione di oggi rende possibili solo due finali: o la startup Patamu sarà costretta a chiudere e trasferirsi all’estero, chiarendo una volta per tutte che l’Italia non è l’Europa, o dopo 75 anni cadrà, davvero e per tutti, il monopolio Siae.”

Il primo servizio a venire aggiornato sarà Patamu Live, che passerà dall’autoriscossione ad un servizio di intermediazione diretta delle royalties e potrà essere utilizzato dalle migliaia di artisti iscritti a Patamu senza vincoli, senza esclusive e senza passare per la Siae. L’artista non dovrà prendere alcun tipo di accordo con il gestore di un evento, ma limitarsi a compilare un modulo online chiaro e trasparente. A differenza del colosso nazionale, inoltre, Patamu non si appropria del repertorio degli artisti che potranno disporre liberamente delle loro opere. La piattaforma Patamu è in grado di garantire una totale trasparenza sulle tariffe proposte ed una ripartizione analitica dei proventi (al contrario della Siae, che per alcuni tipi di concerti propone una ripartizione “a campione”) a beneficio sia degli artisti che del gestore. Gli artisti possono ricevere il pagamento online appena concluso l’evento, e possono scegliere di rinunciare al servizio, eliminando la loro iscrizione, con un preavviso di soli sessanta giorni. La scelta di Patamu di diventare intermediario del diritto d’autore dall’Italia secondo le normative europee è un primo passo per consentire agli artisti di scegliere liberamente e per fare in modo che le industrie creative italiane diventino, nel nostro Paese, un volano di sviluppo strategico, una risorsa economica reale e una spinta per una rinascita culturale.

Lascia un commento

Top