Il Pantheon di Chedanne rivive al Museo della Scienza di Milano

Pantheon

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia presenta oggi dalle ore 14.30 alle 18 il restauro del modello del Pantheon, realizzato all’inizio del ‘900 dall’architetto francese Georges Chedanne. Il recupero dell’imponente modello in gesso, realizzato dal 2013 al 2015, ha costituito un progetto pilota per sperimentare una nuova modalità di collaborazione tra il Museo, un gruppo di restauratori in residence (Ilaria Perticucci e Marianna Cappellina) e gli Istituti di Alta Formazione.
In questo specifico intervento si è affiancata, come consulente, Shirin Afra, restauratrice specializzata in gessi e hanno collaborato la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana – SUPSI – di Lugano, con gli studenti Pierre Jaccard ed Elisabeth Manship e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, con le studentesse Maria Baruffetti e Giulia Basilissi. Il restauro è stato seguito da Sandra Sicoli, funzionario della Soprintendenza belle arti e paesaggio di Milano.

Il modello, che ora può essere nuovamente ammirato dai visitatori del Museo, in futuro troverà posto all’interno della nuova esposizione dedicata a Leonardo da Vinci. Il Museo, infatti, si sta preparando per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, che si terranno nel 2019, con un nuovo grande progetto di riallestimento della Galleria Leonardo. Il patrimonio di beni e modelli (16mila oggetti) avrà un ruolo importante in questa nuova visione, e per questo da anni il Museo sta lavorando dietro le quinte per restaurare beni che da lungo tempo non erano più esposti.

Il modello del Pantheon presenta l’architettura in spaccato, riprodotta con perizia nei minimi particolari e in diverse fasi di rifinitura. È composto da più di 70 pezzi che si montano a incastro su una base formata da un unico blocco. Viene donato nel 1957 al Museo dalla vedova di Georges Chedanne grazie all’intermediazione dell’ingegner Guido Ucelli fondatore del Museo e dell’architetto Piero Portaluppi. Esposto al centro della Galleria Leonardo fino al 1990, è stato in seguito conservato nei depositi del Museo.
Questo restauro aggiunge un importante tassello al lavoro di conservazione del Patrimonio Storico che il Museo ha intensificato negli ultimi anni, di pari passo con lo sviluppo, nell’ultimo biennio, di un laboratorio di restauro interno al Museo, in grado di lavorare sui materiali più diversi sia nel campo delle opere d’arte che in quello, più sperimentale, dei beni scientifico-tecnologici.

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