PA: i primi 100 giorni della fatturazione elettronica

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Dopo anni di attesa, la Fatturazione Elettronica è diventata una realtà per la Pubblica Amministrazione. Dal 31 marzo scorso, quando è scattato l’obbligo anche per la PA Locale, sono oltre 22.000 gli enti pubblici, a cui corrispondono circa 53.000 uffici, a poter ricevere esclusivamente fatture in formato elettronico strutturato. E i dati parlano già di quasi 8 milioni di fatture elettroniche già trasmesse al Sistema di Interscambio e il tasso di scarto (indicatore utile a misurare l’efficacia del sistema) si è progressivamente ridotto fino a raggiungere il 10% del totale nel mese di maggio, rispetto ai valori tra il 20% e il 17% dei due mesi precedenti. Il sistema si va assestando verso 50 milioni di fatture che ogni anno i fornitori invieranno alle Pubbliche Amministrazioni loro clienti e oltre 200 provider che hanno studiato proprie soluzioni e servizi dedicati.

Insomma, come emerso dalla ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, il bilancio dei primi tre mesi di vita della fatturazione elettronica è positivo e, secondo le stime del governo, ogni fattura inviata alla pubblica amministrazione porterà un risparmio di 6 euro alle imprese.

E, con i numeri, si sta sviluppando anche l’offerta e, cosa molto interessante, anche le iniziative pubbliche a supporto di quelle realtà imprenditoriali che, per dimensioni e giro d’affari, più faticano a convertirsi alla fatturazione elettronica. Tra queste si segnalano i progetti di Consip, del Sistema delle Camere di Commercio, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, che hanno attivato servizi gratuiti di Fatturazione Elettronica verso la PA.

“Le imprese devono saper scegliere l’offerta che meglio si adatta alle loro esigenze, non fermandosi alla prima ma approfondendo le alternative”, ha commentato Irene Facchinetti, Co-Direttore della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione. “Per farlo è però indispensabile che abbiano chiaro cosa vogliono e che rafforzino la loro cultura digitale, altrimenti l’opportunità rischia di essere colta solo in minima parte. L’impresa deve capire quale sia il miglior modo di fatturare alle PA in modalità elettronica, quale il modello più efficace per conservare i documenti digitalmente e quale roadmap di ulteriori sviluppi digitali adottare. Per esempio, scambiare anche i DDT, inviare oltre alla Fattura la Conferma d’Ordine, conservare tutti i documenti attivi in digitale, affrontare il ciclo passivo chiedendo ai fornitori di ricevere fatture analoghe a quelle richieste dalla PA”.

 

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