Oikos impresa e cultura. L’azienda va in scena

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Un ampio capannone industriale divenuto un teatro per dimostrare che impresa e cultura possono andare d’accordo, e che insieme riescono a motivare, costruire, crescere. Riescono a costruire sogni “esportabili”. Oikos, l’azienda ospitante, ne è l’esempio.

oikosuDuecentocinquanta persone con lo guardo attento verso il palco, una struttura fatta di imballi e controtelai prestati temporaneamente all’arte. Duecentocinquanta persone arrivate da tutta Italia e oltre, per assistere a un evento sui generis, quasi fosse il primo lancio dello Shuttle nello spazio. E non è così azzardato il paragone, considerata la naturale distanza tra il mondo del business e quello della cultura, con il primo che chiede numeri e l’altro che si sazia d’arte. Aspettative altissime, mai così soddisfatte come venerdì sera, in un affollato reparto produttivo di un’azienda di Gruaro, alle porte di Venezia. Al centro il legame con il territorio, profonda gratitudine alla vicina Venezia – inestimabile bacino di mondi, culture e competenze. E poi fatica, tenacia, voglia di dare il meglio costruendo negli anni una squadra competitiva e forte, in grado di mantenersi artigiana sebbene calata in logiche industriali. Oikos, venerdì sera, ha voluto dire che l’azienda senza cultura è come un albero senza radici. E l’ha fatto dire a dei professionisti veri, appartenenti a tre mondi diversi, in tre modi diversi.

La color designer Francesca Valan ha percorso la storia dagli anni ’50 al futuro, spiegando la ragione delle forme d’arredo, delle scelte cromatiche, delle mode dello scorso millennio, sempre legate a stati d’animo ed emozioni. In una continua sinusoide di cicli e ricicli, i colori pastello del dopoguerra hanno lasciato il passo ai primari, poi ai naturali e poi ancora a quelli accesi della tv e a quelli materici degli anni ’90 fino a confluire nel bianco, nell’importanza della forma e in ciò che sarà: il silenzio e l’intimità.

Attenzione e curiosità anche con Vittorio Murari, ex rugbista e grande motivatore che, con parole semplici e genuine, ha parlato di etica comportamentale, di sforzo personale, di valore di squadra e di leadership. Esempi di vita e innata simpatia hanno caricato l’aria di positività ed energia, convincendo l’attento pubblico che il successo è possibile, se raggiunto dando il meglio di sé e senza falsi alibi. Un concetto di squadra forte, basata sul costante lavoro del singolo per il bene e la crescita del gruppo.

Sorprendente il terzo volto della cultura, un vero e proprio spettacolo teatrale confezionato ad hoc per Oikos dal Laboratorio di Management delle Arti e delle Culture legato al dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Prendendo spunto da una recente commessa giunta dal museo Christchurch Mansion di Ipswich, in Inghilterra, che ha chiesto a Oikos di riprodurne fedelmente l’imponente portale settecentesco, quattro artisti hanno raccontato con testi, musica e video che la forza e la competenza del gruppo è in grado di realizzare sogni. Slo-Dor il nome dello spettacolo che snoda le fasi evolutive del progetto fino alla consegna della nuova porta ai committenti. Lo stupore iniziale, il dubbio di non riuscire a rispettare i tempi, l’orgoglio di essere ritenuti idonei a realizzare una tale opera, la soddisfazione della riuscita sono stati narrati in modo fluido, evocativo, emozionante. Cento persone impegnate per mesi alla realizzazione del portale. Un impegno immane. Un risultato eccellente.

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