Mps parte male nella giornata di Borsa

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Mps protagonista all’indomani della decisione del suo ad di dimetersi. La Borsa parte deboli per i titoli delle banche.

Avvio  debole per le Borse europee mentre chi investe continua la riflessione sulle parole pronunciate ieri dal numero uno della Bce, Mario Draghi, che ha deluso le attese di chi chiedeva nuove misure a sostegno dell’economia. Preoccupa anche il  riferimento di Draghi a un aumento dei rischi di un peggioramento della situazione economica. Sulle prime battute Milano cede lo 0,57%, Parigi lo 0,45% e Francoforte lo 0,51%.
Londra ha aperto in ribasso dello 0,23%.  A Piazza Affari occhi puntati ancora sulle banche, con Banca
Mps protagonista il giorno dopo dell’annuncio a sorpresa delle dimissioni dell’ad, Fabrizio
Viola. Secondo indiscrezioni, il manager nei prossimi giorni sarà sostituito da Marco Morelli, che conosce  l’istituto di Ricca Salimbeni per essere stato prima direttore finanziario e poi direttore generale tra il 2006 e il 2010. I titoli, dopo un  avvio in rialzo dell’1%, sono estremamente volatili: alle 10 cedono l’1,1%. Sono in lieve rialzo le azioni del Banco  Popolare (+0,25%), mentre oscillano sulla parita’ le Bpm,  dopo il via libera alla fusione dato dalla Banca centrale europea. Dopo lo scivolone di ieri, continua ad andare male Buzzi (-2,4%), mentre sale dello 0,6% A2a all’indomani delle indicazioni sull’integrazione con Linea Group che probabilmente avverrà nel 2019.
Fuori dal panel principale, Moleskine cede l’1,8% dopo che i fondi Syntegra Capital e Index Venture hanno dato mandato a Rothschild di vendere la propria quota pari al 41% del capitale.
L’euro, che ieri era balzato sopra la soglia di 1,13 sul dollaro, quota 1,1271 dollari (1,1266 ieri in chiusura). La divisa vale inoltre 115,23 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 102,2. Il petrolio perde quota dopo la volata della vigilia, innescata dalla pubblicazione dei dati del Dipartimento Usa dell’Energia che hanno registrato un calo delle scorte settimanali. Il Wti, contratto con consegna a ottobre, cede l’1% attestandosi a 47,11 dollari al
barile.

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